praise of dust

The Praise Of Dust

G. K. Chesterton

“What of vile dust?” the preacher said.
Methought the whole world woke,
The dead stone lived beneath my foot,
And my whole body spoke.

“You, that play tyrant to the dust,
And stamp its wrinkled face,
This patient star that flings you not
Far into homeless space.

“Come down out of your dusty shrine
The living dust to see,
The flowers that at your sermon’s end
Stand blazing silently.

“Rich white and blood-red blossom; stones,
Lichens like fire encrust;
A gleam of blue, a glare of gold,
The vision of the dust.

“Pass them all by: till, as you come
Where, at a city’s edge,
Under a tree—I know it well
Under a lattice ledge,

“The sunshine falls on one brown head.
You, too, O cold of clay,
Eater of stones, may haply hear
The trumpets of that day

“When God to all his paladins
By his own splendour swore
To make a fairer face than heaven,
Of dust and nothing more.”

lode della polvere

La Lode Della Polvere

G. K. Chesterton

«Che dire della vile polvere?» disse il predicatore.
E mi parve che il mondo intero si destasse,
la pietra morta visse sotto il mio piede,
e tutto il mio corpo parlò.

«Tu, che fai il tiranno alla polvere,
e ne calpesti il volto rugoso,
questa stella paziente che non ti scaglia
lontano nello spazio senza dimora.

«Scendi giù dal tuo polveroso santuario
a veder la polvere viva,
i fiori che, finito il tuo sermone,
stanno ardendo in silenzio.

«Ricchi fiori bianchi e rossi come sangue; pietre,
licheni che come fuoco incrostano;
un baglior d’azzurro, un lampo d’oro,
la visione della polvere.

«Passa oltre tutto questo: finché giungi
dove, al margine d’una città,
sotto un albero—lo conosco bene
sotto la sporgenza d’un graticcio,

«Il sole cade su un capo bruno.
Anche tu, o freddo d’argilla,
mangiatore di pietre, forse udrai
le trombe di quel giorno

«quando Dio a tutti i suoi paladini
per il proprio splendore giurò
di fare un volto più bello del cielo,
di polvere e nulla più.»

praise of dust

The Praise Of Dust

G. K. Chesterton

“What of vile dust?” the preacher said.
Methought the whole world woke,
The dead stone lived beneath my foot,
And my whole body spoke.

“You, that play tyrant to the dust,
And stamp its wrinkled face,
This patient star that flings you not
Far into homeless space.

“Come down out of your dusty shrine
The living dust to see,
The flowers that at your sermon’s end
Stand blazing silently.

“Rich white and blood-red blossom; stones,
Lichens like fire encrust;
A gleam of blue, a glare of gold,
The vision of the dust.

“Pass them all by: till, as you come
Where, at a city’s edge,
Under a tree—I know it well
Under a lattice ledge,

“The sunshine falls on one brown head.
You, too, O cold of clay,
Eater of stones, may haply hear
The trumpets of that day

“When God to all his paladins
By his own splendour swore
To make a fairer face than heaven,
Of dust and nothing more.”

lode della polvere

La Lode Della Polvere

G. K. Chesterton

«Che dire della vile polvere?» disse il predicatore.
E mi parve che il mondo intero si destasse,
la pietra morta visse sotto il mio piede,
e tutto il mio corpo parlò.

«Tu, che fai il tiranno alla polvere,
e ne calpesti il volto rugoso,
questa stella paziente che non ti scaglia
lontano nello spazio senza dimora.

«Scendi giù dal tuo polveroso santuario
a veder la polvere viva,
i fiori che, finito il tuo sermone,
stanno ardendo in silenzio.

«Ricchi fiori bianchi e rossi come sangue; pietre,
licheni che come fuoco incrostano;
un baglior d’azzurro, un lampo d’oro,
la visione della polvere.

«Passa oltre tutto questo: finché giungi
dove, al margine d’una città,
sotto un albero—lo conosco bene
sotto la sporgenza d’un graticcio,

«Il sole cade su un capo bruno.
Anche tu, o freddo d’argilla,
mangiatore di pietre, forse udrai
le trombe di quel giorno

«quando Dio a tutti i suoi paladini
per il proprio splendore giurò
di fare un volto più bello del cielo,
di polvere e nulla più.»