Quale sorte, buona signora, vi ha privato in questo modo? — COMO.

Una tranquilla e silenziosa tarda pomeriggio… quando uscii a passeggiare…

La bella città di Edina. La confusione e il trambusto nelle strade.

Erano terribili. Gli uomini parlavano. Le donne urlavano. I bambini…

“Stavano soffocando… I maiali fischiavano; i carri rumoreggiavano… E i tori…”

“Muggirono”. Le mucche muggirono, i cavalli nitriscono, i gatti…

Caterwaulled. Quei cani danzavano, Danzavano davvero! Allora forse.

“Possibile? Ho ballato… Ahimè, pensai, i miei giorni di danza sono finiti…”

Sempre… Quante tristi memorie rimarranno per sempre…

Risvegliato nella mente di un genio, pieno di immaginazione

Contemplazione… soprattutto quella di un genio condannato all’eternità

Eterno, continuo… e, per così dire…

Continuazione… sì, la continuazione di tutto ciò che è amaro e persistente.

“Persecutorio, inquietante… e, se mi è permesso esprimermi così…”

L’influenza estremamente inquietante di ciò che è sereno, divino…

Effetto divino, elevato e purificatore di ciò che…

Il più invidiabile, il più autentico…

Invidiabile… anzi, la più incantevolemente bella, la più deliziosamente…

Etereo… e, per così dire, il più bello di tutti (se posso osare esprimermi in questo modo).

Una espressione… una cosa… (scusate, gentile lettore!) nel mondo… ma…

“Sono sempre guidato dai miei sentimenti… In una mente del genere, ripeto,…”

Quante memorie vengono risvegliate da una cosa così insignificante. I cani.

Danzai! Non riuscivo… Loro si muovevano agilmente… Io piangevo. Si divertivano… Io singhiozzavo.

Circostanze commoventi… che non possono fare a meno di suscitare emozioni profonde.

Titolo:
Il ricordo del lettore classico di quel passaggio straordinario…

Titolo:
La relazione con la “adeguatezza delle cose”, che si trova nella…

Inizio del terzo volume di quell’opera ammirevole e stimata

Il romanzo cinese romanzo “Jo-Go-Slow”.

Nel mio solitario cammino per la città, ho avuto due esperienze umili ma.

Compagni fedeli. Diana, il mio corgi! La creatura più dolce. Lei.

Aveva una quantità di capelli sopra un occhio e una fascia blu legata intorno…

Portata con eleganza intorno al collo, la collana non superava i cinque pollici di lunghezza. Diana non era più alta di cinque pollici.

In altezza era simile agli altri, ma la sua testa era leggermente più grande del suo -corpo.

Il suo codice era stato tagliato molto vicino alla base, il che le dava un aspetto di animale ferito.

innocenza, quella caratteristica che rendeva quell’animale così affascinante, facendola diventare la sua preferita.

Con tutto.

E Pompeo, mio nero, caro Pompeo, come potrò mai dimenticarti?

Avevo preso l’armatura di Pompeo. Era alta tre piedi. Mi piace.

Titolo: (Sia particolare…) e circa settanta, o forse ottanta, anni di…

Vecchio e storto… con un corpo grassoccio… La sua bocca… non doveva essere così…

Chiamato piccolo, ma non aveva orecchie corte… I suoi denti, invece, erano come…

Perla. E i suoi grandi occhi pieni erano deliziosamente bianchi. La [Natura li aveva creati così.

Senza collo… e con i polpacci posizionati come al solito…

In quella razza, si trova nella parte centrale della parte superiore del piede.

Vestito con estrema semplicità. Il suo unico abbigliamento era…

Titolo:
Un cappotto scuro, quasi nuovo, alto nove pollici…

Che in passato era al servizio di quel alto, maestoso e…

Illustre Dottor Moneypenny. Era un ottimo cappotto. Davvero buono.

Tagliato. Era fatto molto bene. Il cappotto era quasi nuovo. Pompeo lo sollevò in alto.

Fuori dalla terra, con entrambe le mani.

C’erano tre persone nel nostro gruppo, e due di loro…

Già oggetto di commenti… C’era una terza persona…

Io sono la Signora Psyche Zenobia… Non sono Suky.

Snobbs. Il mio aspetto è imponente… In quell’occasione indimenticabile…

Titolo:
Quando parlavo, indossavo un abito di seta cremisi…

Scialle arabo di colore blu cielo; la gonna era decorata con bordi verdi.

“#Agraffi e sette graziosi movimenti del colore arancione…”

Auricula. Così formai il terzo membro del gruppo. C’era…

Cane barboncino. C’era Pompeo. C’ero anch’io. Eravamo in tre. Ecco tutto.

Si dice che in origine ci fossero soltanto tre Furie: Melty, Nimmy…

e Hetty: Meditazione, Memoria e Suonare il violino.

Appoggiandosi al braccio del nobile Pompeo, e assistendo a.

A una distanza rispettabile da Diana, proseguii lungo uno dei.

Strade popolose e molto piacevoli dell’ormai deserta Edina…

Una chiesa gotica apparve all’improvviso davanti ai loro occhi…

La cattedrale – vasta, maestosa, con una torre campanaria alta che si ergeva imponente.

Verso il cielo. Che follezza mi aveva posseduto ora? Perché mi sono precipitato verso.

Il mio destino? Fu assalito da un irrefrenabile desiderio di salire.

Quel vertiginoso picco, e poi ammirare l’immensa estensione di quella città.

La porta della cattedrale era aperta, invitante. Il mio destino.

Prevalse… Entrai nell’arcata minacciosa. Ma dove si trovava allora il mio…

Angelo custode… se davvero esistono tali angeli. Se solo… Che situazione angosciante.

Monosillabo. Che mondo di mistero, significato, e dubbio.

“Incertezza… c’è davvero incertezza nelle tue due lettere… Sono entrato…”

Arcata minacciosa! Entrai… e senza subire alcun danno…

Auricole di colore arancione… Passai sotto il portale…

Emerse nel vestibolo. Così si dice di questo immenso fiume.

Alfred passò sotto il mare, illeso e asciutto.

La scala sembrava non avere fine… Rotonda! Sì, era davvero così.

Salì sempre più in alto, e ancora più in alto, fino a quando…

Non potei fare a meno di riflettere, riguardo al saggio Pompeo, su cui.

Braccio di sostegno
Mi appoggiai con tutta la fiducia dei primi momenti…

Affetto… Non potei fare a meno di supporre che…

La scala a spirale continua era stata accidentalmente… o forse…

Rimosso intenzionalmente. Mi fermai per riprendere fiato; nel frattempo…

Si verificò un incidente di una natura troppo grave, in ambito morale.

In termini metafisici, anche questo aspetto può essere trascurato senza problemi.

Nota. A mio parere… anzi, ne ero abbastanza sicuro.

Non potevo sbagliarmi… no! Per alcuni momenti, davvero…

osservavo con attenzione e ansia i movimenti della mia Diana, dico questo.

Non potevo sbagliarmi: Diana aveva intuito qualcosa di strano! Subito chiamai.

L’attenzione di Pompeo su questo argomento. Lui, era d’accordo con me.

Non c’era più alcun motivo ragionevole per dubitare. Il topo.

Aveva già attirato l’attenzione di, e anche quella di Diana. Mio Dio! Come potrò mai dimenticarlo.

L’intensa emozione di quel momento… Ahimè, cosa si può davvero vantare di essa?

L’intelligenza dell’uomo? Il topo… era lì, cioè, era presente.

Da qualche parte. Diana si rese conto che qualcosa non andava. Io, non ho potuto fare nulla! Così si dice.

La dea prussiana Iside… per alcuni, ha un fascino dolce e profondo.

Un profumo intenso per alcuni, mentre per altri è completamente privo di odore.

La scala era stata completata; ora ne rimanevano soltanto tre.

O ancora quattro gradini in più che ci separano dalla cima.

Ancora una volta salimmo in alto, e ora restava solo un ultimo passo… Un solo passo!

Un piccolo passo… verso qualcosa di grande

La scala della vita umana: quanta felicità umana racchiude…

La miseria dipende. Prima ho pensato a me stesso, poi a Pompeo, e infine.

Il misterioso e inesplicabile destino che ci circondava. Io

Ho pensato a Pompeo. Ahimè, ho pensato all’amore. Ho pensato alle mie molte.

Falsi passi che sono stati compiuti… e che potrebbero essere compiuti di nuovo. I

Deciso ad essere più cauto, più riservato… Abbandonai quel braccio.

Di Pompeo, e senza il suo aiuto, riuscì a superare quella difficoltà.

L’ultimo passo… e finalmente entrai nella camera della campana. Ero lì.

Subito dopo, arrivò il mio cagnolino. Pompeo da solo.

Rimasi indietro. Mi trovavo in cima alle scale…

Lo incoraggiò ad avanzare. Mi tese la mano e…

Sfortunatamente, nel farlo fu costretto ad abbandonare la presa salda che aveva su quella cosa.

Sul cappotto. Gli dèi non smetteranno mai di perseguitarci?

Il cappotto viene lasciato cadere; con uno dei suoi piedi, Pompeo.

Calpestò l’ampia gonna dell’overcoat… Lui

Inciampò e cadde… Questa conseguenza era inevitabile. Cadde.

Avanti… e con quella sua maledetta testa, mi colpì dritto in…

Il seno… mi fece cadere in avanti, insieme a lui, verso…

Il pavimento duro, sporco e disgustoso della torre campanaria… Ma il mio…

La vendetta fu certa, improvvisa e totale. Afferrandolo con violenza.

“Con entrambe le mani afferrai la lana e ne strappai una grande quantità… nera.”

“Un materiale croccante e riccio… che veniva scagliato contro di me ad ogni momento…”

Manifestazione di disprezzo… Cadde tra le corde del campanile.

E rimase lì. Pompeo si alzò in piedi e non disse una parola; ma mi guardò.

“Con quei suoi grandi occhi e quel sospiro… Oh Dei, quel sospiro…”

Affondato nel mio cuore… E quei capelli… quella lana! Avrei potuto raggiungerli?

Quella lana, l’avrei bagnata con le mie lacrime, come segno di testimonianza.

Rimpianto… Ma ahimè, ormai era al di là della mia portata. Mentre pendeva lì…

Tra le corde della campana, sembrava viva… Sembrava davvero viva.

In piedi su un piede, pieno di indignazione… Ecco il felice e presuntuoso Flos Aeris

Si dice che sulle piante di Java cresca un bellissimo fiore, il quale sopravvive…

Quando viene strappato dalle radici… I nativi lo appendono con una corda

Appeso al soffitto, si può godere del suo profumo per anni.

Il nostro dissidio era ormai risolto, e ci guardammo intorno nella stanza in cerca di…

Aperture attraverso le quali si poteva osservare la città di Edina, finestre lì presenti.

Non c’era alcuna luce. L’unica illuminazione che penetrava nella stanza buia proveniva da…

Nasceva da un’apertura quadrata, di circa un piede di diametro…

Alta circa sette piedi dal pavimento… Eppure, cosa succederà?

Energia del vero genio, non effetto? Decisi di arrampicarmi fino in cima…

Questo buco… Una vasta quantità di ruote, ingranaggi e altro ancora…

Macchinari dall’aspetto cabalistico erano posizionati di fronte al foro, vicino…

E attraverso quel foro passò un barre di ferro…

Macchinari… Tra le ruote e il muro, dove si trovava quel buco.

C’era a malapena spazio per il mio corpo. Eppure ero disperato.

Deciso a perseverare, chiamai Pompeo al mio fianco.

“Vedi quella apertura, Pompeo. Vorrei guardare attraverso di essa.”

Qui sotto il buco… Ora, tendi una mano fuori.

Dalle tue mani, Pompeo, lasciami metterci piede. Ecco fatto. Ora.

D’altra parte, Pompeo, con il suo aiuto riuscirò ad attaccarti.

“Spalle.”

“Fece tutto ciò che desideravo, e al risveglio scoprii…”

“Potrei facilmente infilare la testa e il collo attraverso quell’apertura.”

La prospettiva era davvero meravigliosa. Non c’era nulla di più imponente. Io semplicemente.

Si fermò un momento per chiedere a Diana di comportarsi bene e rassicurare Pompeo.

Titolo:
Che io sia considerato e che il peso venga portato il più leggermente possibile…

Le sue spalle… Gli dissi che avrei tenuto conto dei suoi sentimenti… ossi

Molto tenero come una bistecca di manzo… Ho reso giustizia al mio fedele compagno di viaggio.

Amico mio, mi sono dedicato con grande entusiasmo e passione a…

Godimento della scena che si dispiega così generosamente davanti ai nostri occhi

Davanti ai miei occhi.

Su questo argomento, tuttavia, mi asterrò dal dilungarmi. Non lo farò.

Descrivete la città di Edimburgo. Tutti sono stati in questa città.

Edimburgo… Tutti sono stati a Edimburgo, la classica città di Edina.

Mi limiterò ai dettagli più significativi della mia tragica situazione

Avventura… In qualche modo, aver soddisfatto la mia curiosità…

“#In relazione all’entità, alla situazione e all’aspetto generale di…”

In quella città, ebbi il tempo di osservare la chiesa in cui mi trovavo.

La delicata architettura della guglia. Notai che…

Un’apertura attraverso la quale avevo infilato la testa…

La targhetta numerica di un enorme orologio, che sicuramente doveva essere visibile.

Via, come un grande buco della serratura, proprio come quello che vediamo sul viso delle persone…

Orologi francesi. Non c’è alcun dubbio che lo scopo reale fosse quello di ammettere l’esistenza del braccio.

Un addetto, incaricato di regolare, quando necessario, le lancette dell’orologio.

Dall’interno… Notai anche, con sorpresa, le dimensioni imponenti di…

Queste mani… la più lunga delle quali non poteva essere certo più corta di…

Titolo:
Dieci piedi di lunghezza, e nelle parti più larghe, otto o nove pollici di diametro…

Titolo:
Larghezza… Apparentemente erano fatti di acciaio solido, e i loro bordi…

Sembrava essere affilato. Notando questi dettagli, e alcuni altri…

Altri… ancora una volta rivolsi lo sguardo verso quella meravigliosa vista che si estendeva sotto di me.

E presto si immerse nella sua contemplazione.

Dopo alcuni minuti, fui destato dalla voce di…

Pompeo, che dichiarò di non poter sopportare oltre, e.

Mi è stato chiesto di essere così gentile da scendere. Questo era…

“Insensato… E gliel’ho detto chiaramente in un discorso piuttosto lungo.”

Rispose, ma con una chiara malcomprensione delle mie idee.

Il soggetto… Per questo motivo mi arrabbiai e glielo dissi chiaramente.

Parole, che era un idiota, che aveva commesso un errore stupido.

Occhio stretto dall’insonnia… le sue idee non erano altro che il prodotto di una notte insonne.

Titolo:
Parole poco migliori di un nemico… Con questo lui…

Sembrava soddisfatto, quindi ripresi le mie riflessioni.

Forse mezz’ora dopo questo scontro, mentre io…

Ero completamente immerso nel paesaggio celeste che si estendeva sotto di me.

Spaventato da qualcosa di molto freddo che lo premeva dolcemente

Una pressione alla nuca… Inutile dire che…

Mi sentivo indescrivibilmente allarmato. Sapevo che Pompeo era inferiore a me.

Piedi. E quella Diana era seduta, secondo quanto ho detto esplicitamente.

In piedi sulle zampe posteriori, nell’angolo più remoto…

La stanza… Cosa poteva essere? Ahimè… Lo scoprii troppo presto. Girandomi…

Con la testa leggermente inclinata da un lato, percepii… con estremo orrore…

quella enorme lancetta dei minuti, scintillante e simile a una sciabola, dell’orologio

Era sceso su di me nel corso della sua rotazione oraria…

Non c’era un secondo da perdere. Mi ritirai immediatamente.

Subito… ma era troppo tardi. Non c’era alcuna possibilità di intervenire.

Attraversare la bocca di quella terribile trappola…

“Catturato abbastanza bene… e che diventava sempre più stretto…”

Velocità terribile al punto da essere inimmaginabile… L’agonia di quel momento.

Non si può nemmeno immaginare… Alzai le mani e cercai di fare del mio meglio…

Con tutta la mia forza, cercavo di sollevare quella pesante sbarra di ferro…

Hanno provato in tutti i modi a sollevare la stessa cattedrale. Giù, giù, giù.

Si avvicinava sempre di più. Gridai chiedendo aiuto a Pompeo; ma.

Ho detto che gli avevo ferito i sentimenti chiamandolo “ignorante”

“Quel vecchio con l’occhio strabico, ” Gridai a Diana, ma lei rispose solo.

“Bow-wow-wow… e le avevo detto ‘assolutamente non muoverti’”.

“Dalla parte opposta della strada…” Quindi non potevo aspettarmi alcun sollievo da quella direzione.

associati.

Nel frattempo, la pesante e terribile Falce del Tempo, (poiché ora, )

Non aveva scoperto il significato letterale di quella frase classica

Interrotto, e probabilmente non avrebbe mai smesso, nel suo percorso… Fermo e immobile.

Giù, arrivò… Aveva già sepolto la sua lama affilata per un intero pollice.

Nella mia carne… Le mie sensazioni divennero confuse e indecise.

Una volta mi immaginai di essere a Filadelfia con il nobile dottor.

Moneypenny, nell’altra sala da pranzo dietro la casa del signor Blackwood

Ricevendo le sue istruzioni inestimabili… E ancora una volta, quella dolcezza…

Mi assalirono i ricordi di tempi migliori e più antichi… e io…

Ricordai quel periodo felice in cui il mondo non era tutto un -deserto.

e Pompeo non del tutto crudele.

Il rumore prodotto dalle macchine mi divertiva… Mi divertiva davvero.

Sensazioni che ora si avvicinavano alla perfezione della felicità… e molto di più.

Piccole circostanze mi procurarono gioia… L’eterno

Il suono “clack-clack, clack-clack” dell’orologio era il più.

“Melodiosa musica nelle mie orecchie… a volte persino mi trasporta in…”

Il modo di esprimersi eloquente e persuasivo del Dottor Ollapod…

C’erano quelle grandi figure sulla placca del quadrante… quanto intelligenti.

Che intellettuali sembravano tutti… E presto iniziarono a…

Danzando la mazurca… e credo fosse la figura V. che…

Ha soddisfatto appieno le mie aspettative. Era chiaramente una signora.

Niente di tutto ciò…

Movimenti poco delicati… Eseguì la piroetta con movimenti non molto aggraziati.

Ammirazione… che ruota incessantemente attorno al suo apice. Ho cercato di…

“Dalle una sedia, perché vedo che sembra stanca…”

Sforzi… e fu solo allora che compresi appieno quanto fossero stati grandi.

Situzione lamentabile… Davvero lamentabile! Il bar era sepolto…

“Qualcosa di due pollici lungo che mi premeva sul collo… Questo mi eccitò profondamente…”

Un dolore estremamente intenso. Pregavo per la morte, nel mezzo di quell’agonia.

Momento… non potei fare a meno di ripetere quelle squisite strofe…

Il poeta Miguel de Cervantes:

Vanny Buren: una pelle abbronzata nascosta

Non chiedermi mai di sentirmi bene

Maiale e piacere, dolce morire

Nommy, torny, darry, widdy!

Ma ora si presentò un nuovo orrore, uno davvero sufficiente…

Per far tremare anche i nervi più forti… I miei occhi, sotto quella pressione crudele…

Dei componenti della macchina, tutti si staccavano completamente dai loro alloggiamenti.

Mentre pensavo a come potessi farcela senza di loro…

Qualcosa mi è davvero venuto in mente all’improvviso ed è “rotolato” giù per quella pendenza ripida.

Sulla facciata della torre, nascosta nel canale di scolo che correva lungo…

Le grondaie del edificio principale… La perdita di quell’occhio non fu così grave…

Anche se con quell’aria arrogante di indipendenza e disprezzo…

“Mi guardò dopo essere uscito… Lì giaceva nel canale di scolo, proprio così.”

Proprio sotto il mio naso… e con quell’aria da presuntuosa che aveva…

“Ridicoli… se non fossero stati disgustosi. Tutti quei gesti e sguardi…”

Mai visti prima. Questo comportamento da parte mia…

“Eye in the gutter” era non solo irritante per via del suo…

Manifesta insolenza e vergognosa ingratitudine, ma anche…

Estremamente scomodo a causa della simpatia che c’è sempre…

“Esiste tra i due occhi della stessa testa, per quanto possano essere lontani l’uno dall’altro.”

Fu costretto, in un certo senso, ad ammiccare e a battere le palpebre, che lo volessi o no…

Non… in perfetta sintonia con quella cosa spregevole che si trovava lì.

Proprio sotto il mio naso… Tuttavia, poco dopo fui sollevato dal fatto che…

Con l’altro occhio… Nel cadere ha preso la stessa direzione.

Un complotto congiunto

Raccolti insieme, in verità, fui molto contento di liberarmene.

Il coltello era ormai conficcato nel mio collo per quattro pollici e mezzo… e lì rimaneva.

“Era soltanto una piccola striscia di pelle da tagliare… Le mie sensazioni in quel momento…”

Titolo:
“Coloro che conoscono la vera felicità… perché sentivo che, in pochi minuti, avrei…”

Se solo potessi raggiungere il punto più lontano, sarei finalmente libero dalla mia sgradevole situazione.

E in questa aspettativa non fui affatto deluso. A venticinque anni…

Cinque minuti dopo le cinque del pomeriggio, esattamente… il enorme…

“La lancetta dei minuti si era spostata abbastanza lontano sulla sua orribile…”

Una rivoluzione per tagliare via quel piccolo resto del mio collo… Non lo ero.

Mi dispiace vedere quella testa che mi ha causato tanti problemi

Il imbarazzo, alla fine, porterà a una separazione definitiva dal mio -corpo.

“Prima rotolò giù per il lato della guglia, poi si fermò, per un po’…”

“Secondi… nel canale di scolo… e poi, con un tuffo, ha proseguito il suo percorso.”

Nel mezzo della strada.

Confesserò francamente che in quel momento i miei sentimenti erano…

Titolo:
Unico… anzi, il più misterioso, il più enigmatico di tutti.

Personaggio incomprensibile… I miei sensi erano completamente disorientati.

E nello stesso istante. Con la mia immaginazione, in un certo momento, ho pensato che.

“Io, la testa… ero davvero la vera Signora Psyche Zenobia… un’altra me stessa.”

Ero convinto che io stesso, il mio -corpo, fossi l’identità giusta. Che.

Schiarire le mie idee su questo argomento…

“Snuff-box… ma, dopo averla presa, cerco di usarla per applicare un pizzico…”

Di ciò che esso contiene di così prezioso, ho iniziato a…

immediatamente consapevole della mia particolare mancanza, gettò la scatola contro di me

“Finché non è arrivato fino alla mia testa… L’ho afferrato con grande soddisfazione.”

E mi sorrise in segno di ringraziamento. Poco dopo…

Mi fece pronunciare un discorso che riuscivo a sentire, ma in modo poco chiaro…

Orecchie… Ne ho raccolte abbastanza per capire che era sorpreso.

A mio desiderio di rimanere vivo in tali circostanze…

“Nelle frasi conclusive, citò le nobili parole di Ariosto…”

Il povero omuncolo che non fu mai gentile

Combattimento e morte inevitabili

Pertanto, mi paragonano all’eroe che, nel bel mezzo della battaglia, non.

Notando che era morto, continuò a combattere nella battaglia…

Coraggio indomabile… Ora nulla poteva più impedirmi…

Scendendo dalla mia posizione elevata, lo feci. Ma cosa fosse…

Pompeo notò qualcosa di molto strano nel mio aspetto; non l’avevo mai notato prima.

Non sono riuscito a scoprirlo. Quel tizio ha aperto la bocca… da un orecchio all’altro…

Orecchio chiuso e occhi serrati, come se cercasse di rompere qualcosa…

“Cranio frantumato… Finalmente, gettando via il cappotto, lui…”

Fece costruire una ringhiera per la scala e poi scomparve. Corsi dietro di lui.

Il farabutto… queste parole appassionate di Demostene…

Andrew O’Phlegethon, davvero voli con grande fretta…

E poi si rivolse al caro del mio cuore… a quello con un occhio solo!

Diana dai capelli arruffati. Ahimè, che orribile visione mi si presentò davanti.

Occhi… Era davvero un topo quello che ho visto nascondersi nel suo buco? Sono questi…

Le ossa del piccolo angelo che è stato crudelmente divorato…

Il mostro? Oh dei. E cosa vedo. È proprio il defunto.

Lo spirito, l’ombra, il fantasma del mio adorato cucciolo, che io.

Percepire qualcuno seduto con tale grazia, ma allo stesso tempo con un’aria così melancolica, nell’angolo.

Ascoltate! Sta parlando… e, per gli dei, lo fa in tedesco.

Schiller—

“Un duca corto e tozzo, davvero molto corto e tozzo…”

“Duk she! duk she!”

Ahimè, non sono forse le sue parole troppo vere?

“#E se morissi, almeno morirei…”

“Per te… per te.”

Dolce creatura. Anche lei si è sacrificata per me.

“Senza cani, senza negri, senza testa… cosa rimane ora per questi sfortunati?”

Signora Psyche Zenobia? Ahimè, nulla! Ho fatto del mio meglio.

What chance, good lady, hath bereft you thus?—COMUS.

It was a quiet and still afternoon when I strolled forth in the

goodly city of Edina. The confusion and bustle in the streets

were terrible. Men were talking. Women were screaming. Children

were choking. Pigs were whistling. Carts they rattled. Bulls they

bellowed. Cows they lowed. Horses they neighed. Cats they

caterwauled. Dogs they danced. Danced! Could it then be

possible? Danced! Alas, thought I, my dancing days are over! Thus

it is ever. What a host of gloomy recollections will ever and

anon be awakened in the mind of genius and imaginative

contemplation, especially of a genius doomed to the everlasting,

and eternal, and continual, and, as one might say,

the—continued—yes, the continued and continuous, bitter,

harassing, disturbing, and, if I may be allowed the expression,

the very disturbing influence of the serene, and godlike, and

heavenly, and exalted, and elevated, and purifying effect of what

may be rightly termed the most enviable, the most truly

enviable—nay! the most benignly beautiful, the most deliciously

ethereal, and, as it were, the most pretty (if I may use so bold

an expression) thing (pardon me, gentle reader!) in the world—but

I am always led away by my feelings. In such a mind, I repeat,

what a host of recollections are stirred up by a trifle! The dogs

danced! I—I could not! They frisked—I wept. They capered—I sobbed

aloud. Touching circumstances! which cannot fail to bring to the

recollection of the classical reader that exquisite passage in

relation to the fitness of things, which is to be found in the

commencement of the third volume of that admirable and venerable

Chinese novel the Jo-Go-Slow.

In my solitary walk through, the city I had two humble but

faithful companions. Diana, my poodle! sweetest of creatures! She

had a quantity of hair over her one eye, and a blue ribbon tied

fashionably around her neck. Diana was not more than five inches

in height, but her head was somewhat bigger than her body, and

her tail being cut off exceedingly close, gave an air of injured

innocence to the interesting animal which rendered her a favorite

with all.

And Pompey, my negro!—sweet Pompey! how shall I ever forget thee?

I had taken Pompey’s arm. He was three feet in height (I like to

be particular) and about seventy, or perhaps eighty, years of

age. He had bow-legs and was corpulent. His mouth should not be

called small, nor his ears short. His teeth, however, were like

pearl, and his large full eyes were deliciously white. Nature had

endowed him with no neck, and had placed his ankles (as usual

with that race) in the middle of the upper portion of the feet.

He was clad with a striking simplicity. His sole garments were a

stock of nine inches in height, and a nearly-new drab overcoat

which had formerly been in the service of the tall, stately, and

illustrious Dr. Moneypenny. It was a good overcoat. It was well

cut. It was well made. The coat was nearly new. Pompey held it up

out of the dirt with both hands.

There were three persons in our party, and two of them have

already been the subject of remark. There was a third—that person

was myself. I am the Signora Psyche Zenobia. I am not Suky

Snobbs. My appearance is commanding. On the memorable occasion of

which I speak I was habited in a crimson satin dress, with a

sky-blue Arabian mantelet. And the dress had trimmings of green

agraffas, and seven graceful flounces of the orange-colored

auricula. I thus formed the third of the party. There was the

poodle. There was Pompey. There was myself. We were three. Thus

it is said there were originally but three Furies—Melty, Nimmy,

and Hetty—Meditation, Memory, and Fiddling.

Leaning upon the arm of the gallant Pompey, and attended at a

respectable distance by Diana, I proceeded down one of the

populous and very pleasant streets of the now deserted Edina. On

a sudden, there presented itself to view a church—a Gothic

cathedral—vast, venerable, and with a tall steeple, which towered

into the sky. What madness now possessed me? Why did I rush upon

my fate? I was seized with an uncontrollable desire to ascend the

giddy pinnacle, and then survey the immense extent of the city.

The door of the cathedral stood invitingly open. My destiny

prevailed. I entered the ominous archway. Where then was my

guardian angel?—if indeed such angels there be. If! Distressing

monosyllable! what world of mystery, and meaning, and doubt, and

uncertainty is there involved in thy two letters! I entered the

ominous archway! I entered; and, without injury to my

orange-colored auriculas, I passed beneath the portal, and

emerged within the vestibule. Thus it is said the immense river

Alfred passed, unscathed, and unwetted, beneath the sea.

I thought the staircase would never have an end. Round! Yes, they

went round and up, and round and up and round and up, until I

could not help surmising, with the sagacious Pompey, upon whose

supporting arm I leaned in all the confidence of early

affection—I could not help surmising that the upper end of the

continuous spiral ladder had been accidentally, or perhaps

designedly, removed. I paused for breath; and, in the meantime,

an accident occurred of too momentous a nature in a moral, and

Quale sorte, buona signora, vi ha privato in questo modo? — COMO.

Una tranquilla e silenziosa tarda pomeriggio… quando uscii a passeggiare…

La bella città di Edina. La confusione e il trambusto nelle strade.

Erano terribili. Gli uomini parlavano. Le donne urlavano. I bambini…

“Stavano soffocando… I maiali fischiavano; i carri rumoreggiavano… E i tori…”

“Muggirono”. Le mucche muggirono, i cavalli nitriscono, i gatti…

Caterwaulled. Quei cani danzavano, Danzavano davvero! Allora forse.

“Possibile? Ho ballato… Ahimè, pensai, i miei giorni di danza sono finiti…”

Sempre… Quante tristi memorie rimarranno per sempre…

Risvegliato nella mente di un genio, pieno di immaginazione

Contemplazione… soprattutto quella di un genio condannato all’eternità

Eterno, continuo… e, per così dire…

Continuazione… sì, la continuazione di tutto ciò che è amaro e persistente.

“Persecutorio, inquietante… e, se mi è permesso esprimermi così…”

L’influenza estremamente inquietante di ciò che è sereno, divino…

Effetto divino, elevato e purificatore di ciò che…

Il più invidiabile, il più autentico…

Invidiabile… anzi, la più incantevolemente bella, la più deliziosamente…

Etereo… e, per così dire, il più bello di tutti (se posso osare esprimermi in questo modo).

Una espressione… una cosa… (scusate, gentile lettore!) nel mondo… ma…

“Sono sempre guidato dai miei sentimenti… In una mente del genere, ripeto,…”

Quante memorie vengono risvegliate da una cosa così insignificante. I cani.

Danzai! Non riuscivo… Loro si muovevano agilmente… Io piangevo. Si divertivano… Io singhiozzavo.

Circostanze commoventi… che non possono fare a meno di suscitare emozioni profonde.

Titolo:
Il ricordo del lettore classico di quel passaggio straordinario…

Titolo:
La relazione con la “adeguatezza delle cose”, che si trova nella…

Inizio del terzo volume di quell’opera ammirevole e stimata

Il romanzo cinese romanzo “Jo-Go-Slow”.

Nel mio solitario cammino per la città, ho avuto due esperienze umili ma.

Compagni fedeli. Diana, il mio corgi! La creatura più dolce. Lei.

Aveva una quantità di capelli sopra un occhio e una fascia blu legata intorno…

Portata con eleganza intorno al collo, la collana non superava i cinque pollici di lunghezza. Diana non era più alta di cinque pollici.

In altezza era simile agli altri, ma la sua testa era leggermente più grande del suo -corpo.

Il suo codice era stato tagliato molto vicino alla base, il che le dava un aspetto di animale ferito.

innocenza, quella caratteristica che rendeva quell’animale così affascinante, facendola diventare la sua preferita.

Con tutto.

E Pompeo, mio nero, caro Pompeo, come potrò mai dimenticarti?

Avevo preso l’armatura di Pompeo. Era alta tre piedi. Mi piace.

Titolo: (Sia particolare…) e circa settanta, o forse ottanta, anni di…

Vecchio e storto… con un corpo grassoccio… La sua bocca… non doveva essere così…

Chiamato piccolo, ma non aveva orecchie corte… I suoi denti, invece, erano come…

Perla. E i suoi grandi occhi pieni erano deliziosamente bianchi. La [Natura li aveva creati così.

Senza collo… e con i polpacci posizionati come al solito…

In quella razza, si trova nella parte centrale della parte superiore del piede.

Vestito con estrema semplicità. Il suo unico abbigliamento era…

Titolo:
Un cappotto scuro, quasi nuovo, alto nove pollici…

Che in passato era al servizio di quel alto, maestoso e…

Illustre Dottor Moneypenny. Era un ottimo cappotto. Davvero buono.

Tagliato. Era fatto molto bene. Il cappotto era quasi nuovo. Pompeo lo sollevò in alto.

Fuori dalla terra, con entrambe le mani.

C’erano tre persone nel nostro gruppo, e due di loro…

Già oggetto di commenti… C’era una terza persona…

Io sono la Signora Psyche Zenobia… Non sono Suky.

Snobbs. Il mio aspetto è imponente… In quell’occasione indimenticabile…

Titolo:
Quando parlavo, indossavo un abito di seta cremisi…

Scialle arabo di colore blu cielo; la gonna era decorata con bordi verdi.

“#Agraffi e sette graziosi movimenti del colore arancione…”

Auricula. Così formai il terzo membro del gruppo. C’era…

Cane barboncino. C’era Pompeo. C’ero anch’io. Eravamo in tre. Ecco tutto.

Si dice che in origine ci fossero soltanto tre Furie: Melty, Nimmy…

e Hetty: Meditazione, Memoria e Suonare il violino.

Appoggiandosi al braccio del nobile Pompeo, e assistendo a.

A una distanza rispettabile da Diana, proseguii lungo uno dei.

Strade popolose e molto piacevoli dell’ormai deserta Edina…

Una chiesa gotica apparve all’improvviso davanti ai loro occhi…

La cattedrale – vasta, maestosa, con una torre campanaria alta che si ergeva imponente.

Verso il cielo. Che follezza mi aveva posseduto ora? Perché mi sono precipitato verso.

Il mio destino? Fu assalito da un irrefrenabile desiderio di salire.

Quel vertiginoso picco, e poi ammirare l’immensa estensione di quella città.

La porta della cattedrale era aperta, invitante. Il mio destino.

Prevalse… Entrai nell’arcata minacciosa. Ma dove si trovava allora il mio…

Angelo custode… se davvero esistono tali angeli. Se solo… Che situazione angosciante.

Monosillabo. Che mondo di mistero, significato, e dubbio.

“Incertezza… c’è davvero incertezza nelle tue due lettere… Sono entrato…”

Arcata minacciosa! Entrai… e senza subire alcun danno…

Auricole di colore arancione… Passai sotto il portale…

Emerse nel vestibolo. Così si dice di questo immenso fiume.

Alfred passò sotto il mare, illeso e asciutto.

La scala sembrava non avere fine… Rotonda! Sì, era davvero così.

Salì sempre più in alto, e ancora più in alto, fino a quando…

Non potei fare a meno di riflettere, riguardo al saggio Pompeo, su cui.

Braccio di sostegno
Mi appoggiai con tutta la fiducia dei primi momenti…

Affetto… Non potei fare a meno di supporre che…

La scala a spirale continua era stata accidentalmente… o forse…

Rimosso intenzionalmente. Mi fermai per riprendere fiato; nel frattempo…

Si verificò un incidente di una natura troppo grave, in ambito morale.

also in a metaphysical point of view, to be passed over without

notice. It appeared to me—indeed I was quite confident of the

fact—I could not be mistaken—no! I had, for some moments,

carefully and anxiously observed the motions of my Diana—I say

that I could not be mistaken—Diana smelt a rat! At once I called

Pompey’s attention to the subject, and he—he agreed with me.

There was then no longer any reasonable room for doubt. The rat

had been smelled—and by Diana. Heavens! shall I ever forget the

intense excitement of the moment? Alas! what is the boasted

intellect of man? The rat!—it was there—that is to say, it was

somewhere. Diana smelled the rat. I—I could not! Thus it is said

the Prussian Isis has, for some persons, a sweet and very

powerful perfume, while to others it is perfectly scentless.

The staircase had been surmounted, and there were now only three

or four more upward steps intervening between us and the summit.

We still ascended, and now only one step remained. One step! One

little, little step! Upon one such little step in the great

staircase of human life how vast a sum of human happiness or

misery depends! I thought of myself, then of Pompey, and then of

the mysterious and inexplicable destiny which surrounded us. I

thought of Pompey!—alas, I thought of love! I thought of my many

false steps which have been taken, and may be taken again. I

resolved to be more cautious, more reserved. I abandoned the arm

of Pompey, and, without his assistance, surmounted the one

remaining step, and gained the chamber of the belfry. I was

followed immediately afterward by my poodle. Pompey alone

remained behind. I stood at the head of the staircase, and

encouraged him to ascend. He stretched forth to me his hand, and

unfortunately in so doing was forced to abandon his firm hold

upon the overcoat. Will the gods never cease their persecution?

The overcoat is dropped, and, with one of his feet, Pompey

stepped upon the long and trailing skirt of the overcoat. He

stumbled and fell—this consequence was inevitable. He fell

forward, and, with his accursed head, striking me full in the—in

the breast, precipitated me headlong, together with himself, upon

the hard, filthy, and detestable floor of the belfry. But my

revenge was sure, sudden, and complete. Seizing him furiously by

the wool with both hands, I tore out a vast quantity of black,

and crisp, and curling material, and tossed it from me with every

manifestation of disdain. It fell among the ropes of the belfry

and remained. Pompey arose, and said no word. But he regarded me

piteously with his large eyes and—sighed. Ye Gods—that sigh! It

sunk into my heart. And the hair—the wool! Could I have reached

that wool I would have bathed it with my tears, in testimony of

regret. But alas! it was now far beyond my grasp. As it dangled

among the cordage of the bell, I fancied it alive. I fancied that

it stood on end with indignation. Thus the happy-dandy Flos Aeris

of Java bears, it is said, a beautiful flower, which will live

when pulled up by the roots. The natives suspend it by a cord

from the ceiling and enjoy its fragrance for years.

Our quarrel was now made up, and we looked about the room for an

aperture through which to survey the city of Edina. Windows there

were none. The sole light admitted into the gloomy chamber

proceeded from a square opening, about a foot in diameter, at a

height of about seven feet from the floor. Yet what will the

energy of true genius not effect? I resolved to clamber up to

this hole. A vast quantity of wheels, pinions, and other

cabalistic-looking machinery stood opposite the hole, close to

it; and through the hole there passed an iron rod from the

machinery. Between the wheels and the wall where the hole lay

there was barely room for my body—yet I was desperate, and

determined to persevere. I called Pompey to my side.

“You perceive that aperture, Pompey. I wish to look through it.

You will stand here just beneath the hole—so. Now, hold out one

of your hands, Pompey, and let me step upon it—thus. Now, the

other hand, Pompey, and with its aid I will get upon your

shoulders.”

He did every thing I wished, and I found, upon getting up, that I

could easily pass my head and neck through the aperture. The

prospect was sublime. Nothing could be more magnificent. I merely

paused a moment to bid Diana behave herself, and assure Pompey

that I would be considerate and bear as lightly as possible upon

his shoulders. I told him I would be tender of his feelings—ossi

tender que beefsteak. Having done this justice to my faithful

friend, I gave myself up with great zest and enthusiasm to the

enjoyment of the scene which so obligingly spread itself out

before my eyes.

Upon this subject, however, I shall forbear to dilate. I will not

describe the city of Edinburgh. Every one has been to the city of

Edinburgh. Every one has been to Edinburgh—the classic Edina. I

will confine myself to the momentous details of my own lamentable

adventure. Having, in some measure, satisfied my curiosity in

regard to the extent, situation, and general appearance of the

city, I had leisure to survey the church in which I was, and the

delicate architecture of the steeple. I observed that the

aperture through which I had thrust my head was an opening in the

In termini metafisici, anche questo aspetto può essere trascurato senza problemi.

Nota. A mio parere… anzi, ne ero abbastanza sicuro.

Non potevo sbagliarmi… no! Per alcuni momenti, davvero…

osservavo con attenzione e ansia i movimenti della mia Diana, dico questo.

Non potevo sbagliarmi: Diana aveva intuito qualcosa di strano! Subito chiamai.

L’attenzione di Pompeo su questo argomento. Lui, era d’accordo con me.

Non c’era più alcun motivo ragionevole per dubitare. Il topo.

Aveva già attirato l’attenzione di, e anche quella di Diana. Mio Dio! Come potrò mai dimenticarlo.

L’intensa emozione di quel momento… Ahimè, cosa si può davvero vantare di essa?

L’intelligenza dell’uomo? Il topo… era lì, cioè, era presente.

Da qualche parte. Diana si rese conto che qualcosa non andava. Io, non ho potuto fare nulla! Così si dice.

La dea prussiana Iside… per alcuni, ha un fascino dolce e profondo.

Un profumo intenso per alcuni, mentre per altri è completamente privo di odore.

La scala era stata completata; ora ne rimanevano soltanto tre.

O ancora quattro gradini in più che ci separano dalla cima.

Ancora una volta salimmo in alto, e ora restava solo un ultimo passo… Un solo passo!

Un piccolo passo… verso qualcosa di grande

La scala della vita umana: quanta felicità umana racchiude…

La miseria dipende. Prima ho pensato a me stesso, poi a Pompeo, e infine.

Il misterioso e inesplicabile destino che ci circondava. Io

Ho pensato a Pompeo. Ahimè, ho pensato all’amore. Ho pensato alle mie molte.

Falsi passi che sono stati compiuti… e che potrebbero essere compiuti di nuovo. I

Deciso ad essere più cauto, più riservato… Abbandonai quel braccio.

Di Pompeo, e senza il suo aiuto, riuscì a superare quella difficoltà.

L’ultimo passo… e finalmente entrai nella camera della campana. Ero lì.

Subito dopo, arrivò il mio cagnolino. Pompeo da solo.

Rimasi indietro. Mi trovavo in cima alle scale…

Lo incoraggiò ad avanzare. Mi tese la mano e…

Sfortunatamente, nel farlo fu costretto ad abbandonare la presa salda che aveva su quella cosa.

Sul cappotto. Gli dèi non smetteranno mai di perseguitarci?

Il cappotto viene lasciato cadere; con uno dei suoi piedi, Pompeo.

Calpestò l’ampia gonna dell’overcoat… Lui

Inciampò e cadde… Questa conseguenza era inevitabile. Cadde.

Avanti… e con quella sua maledetta testa, mi colpì dritto in…

Il seno… mi fece cadere in avanti, insieme a lui, verso…

Il pavimento duro, sporco e disgustoso della torre campanaria… Ma il mio…

La vendetta fu certa, improvvisa e totale. Afferrandolo con violenza.

“Con entrambe le mani afferrai la lana e ne strappai una grande quantità… nera.”

“Un materiale croccante e riccio… che veniva scagliato contro di me ad ogni momento…”

Manifestazione di disprezzo… Cadde tra le corde del campanile.

E rimase lì. Pompeo si alzò in piedi e non disse una parola; ma mi guardò.

“Con quei suoi grandi occhi e quel sospiro… Oh Dei, quel sospiro…”

Affondato nel mio cuore… E quei capelli… quella lana! Avrei potuto raggiungerli?

Quella lana, l’avrei bagnata con le mie lacrime, come segno di testimonianza.

Rimpianto… Ma ahimè, ormai era al di là della mia portata. Mentre pendeva lì…

Tra le corde della campana, sembrava viva… Sembrava davvero viva.

In piedi su un piede, pieno di indignazione… Ecco il felice e presuntuoso Flos Aeris

Si dice che sulle piante di Java cresca un bellissimo fiore, il quale sopravvive…

Quando viene strappato dalle radici… I nativi lo appendono con una corda

Appeso al soffitto, si può godere del suo profumo per anni.

Il nostro dissidio era ormai risolto, e ci guardammo intorno nella stanza in cerca di…

Aperture attraverso le quali si poteva osservare la città di Edina, finestre lì presenti.

Non c’era alcuna luce. L’unica illuminazione che penetrava nella stanza buia proveniva da…

Nasceva da un’apertura quadrata, di circa un piede di diametro…

Alta circa sette piedi dal pavimento… Eppure, cosa succederà?

Energia del vero genio, non effetto? Decisi di arrampicarmi fino in cima…

Questo buco… Una vasta quantità di ruote, ingranaggi e altro ancora…

Macchinari dall’aspetto cabalistico erano posizionati di fronte al foro, vicino…

E attraverso quel foro passò un barre di ferro…

Macchinari… Tra le ruote e il muro, dove si trovava quel buco.

C’era a malapena spazio per il mio corpo. Eppure ero disperato.

Deciso a perseverare, chiamai Pompeo al mio fianco.

“Vedi quella apertura, Pompeo. Vorrei guardare attraverso di essa.”

Qui sotto il buco… Ora, tendi una mano fuori.

Dalle tue mani, Pompeo, lasciami metterci piede. Ecco fatto. Ora.

D’altra parte, Pompeo, con il suo aiuto riuscirò ad attaccarti.

“Spalle.”

“Fece tutto ciò che desideravo, e al risveglio scoprii…”

“Potrei facilmente infilare la testa e il collo attraverso quell’apertura.”

La prospettiva era davvero meravigliosa. Non c’era nulla di più imponente. Io semplicemente.

Si fermò un momento per chiedere a Diana di comportarsi bene e rassicurare Pompeo.

Titolo:
Che io sia considerato e che il peso venga portato il più leggermente possibile…

Le sue spalle… Gli dissi che avrei tenuto conto dei suoi sentimenti… ossi

Molto tenero come una bistecca di manzo… Ho reso giustizia al mio fedele compagno di viaggio.

Amico mio, mi sono dedicato con grande entusiasmo e passione a…

Godimento della scena che si dispiega così generosamente davanti ai nostri occhi

Davanti ai miei occhi.

Su questo argomento, tuttavia, mi asterrò dal dilungarmi. Non lo farò.

Descrivete la città di Edimburgo. Tutti sono stati in questa città.

Edimburgo… Tutti sono stati a Edimburgo, la classica città di Edina.

Mi limiterò ai dettagli più significativi della mia tragica situazione

Avventura… In qualche modo, aver soddisfatto la mia curiosità…

“#In relazione all’entità, alla situazione e all’aspetto generale di…”

In quella città, ebbi il tempo di osservare la chiesa in cui mi trovavo.

La delicata architettura della guglia. Notai che…

Un’apertura attraverso la quale avevo infilato la testa…

dial-plate of a gigantic clock, and must have appeared, from the

street, as a large key-hole, such as we see in the face of the

French watches. No doubt the true object was to admit the arm of

an attendant, to adjust, when necessary, the hands of the clock

from within. I observed also, with surprise, the immense size of

these hands, the longest of which could not have been less than

ten feet in length, and, where broadest, eight or nine inches in

breadth. They were of solid steel apparently, and their edges

appeared to be sharp. Having noticed these particulars, and some

others, I again turned my eyes upon the glorious prospect below,

and soon became absorbed in contemplation.

From this, after some minutes, I was aroused by the voice of

Pompey, who declared that he could stand it no longer, and

requested that I would be so kind as to come down. This was

unreasonable, and I told him so in a speech of some length. He

replied, but with an evident misunderstanding of my ideas upon

the subject. I accordingly grew angry, and told him in plain

words, that he was a fool, that he had committed an ignoramus

e-clench-eye, that his notions were mere insommary Bovis, and his

words little better than an ennemywerrybor’em. With this he

appeared satisfied, and I resumed my contemplations.

It might have been half an hour after this altercation when, as I

was deeply absorbed in the heavenly scenery beneath me, I was

startled by something very cold which pressed with a gentle

pressure on the back of my neck. It is needless to say that I

felt inexpressibly alarmed. I knew that Pompey was beneath my

feet, and that Diana was sitting, according to my explicit

directions, upon her hind legs, in the farthest corner of the

room. What could it be? Alas! I but too soon discovered. Turning

my head gently to one side, I perceived, to my extreme horror,

that the huge, glittering, scimetar-like minute-hand of the clock

had, in the course of its hourly revolution, descended upon my

neck. There was, I knew, not a second to be lost. I pulled back

at once—but it was too late. There was no chance of forcing my

head through the mouth of that terrible trap in which it was so

fairly caught, and which grew narrower and narrower with a

rapidity too horrible to be conceived. The agony of that moment

is not to be imagined. I threw up my hands and endeavored, with

all my strength, to force upward the ponderous iron bar. I might

as well have tried to lift the cathedral itself. Down, down, down

it came, closer and yet closer. I screamed to Pompey for aid; but

he said that I had hurt his feelings by calling him “an ignorant

old squint-eye.” I yelled to Diana; but she only said

“bow-wow-wow,” and that I had told her “on no account to stir

from the corner.” Thus I had no relief to expect from my

associates.

Meantime the ponderous and terrific Scythe of Time (for I now

discovered the literal import of that classical phrase) had not

stopped, nor was it likely to stop, in its career. Down and still

down, it came. It had already buried its sharp edge a full inch

in my flesh, and my sensations grew indistinct and confused. At

one time I fancied myself in Philadelphia with the stately Dr.

Moneypenny, at another in the back parlor of Mr. Blackwood

receiving his invaluable instructions. And then again the sweet

recollection of better and earlier times came over me, and I

thought of that happy period when the world was not all a desert,

and Pompey not altogether cruel.

The ticking of the machinery amused me. Amused me, I say, for my

sensations now bordered upon perfect happiness, and the most

trifling circumstances afforded me pleasure. The eternal

click-clak, click-clak, click-clak of the clock was the most

melodious of music in my ears, and occasionally even put me in

mind of the graceful sermonic harangues of Dr. Ollapod. Then

there were the great figures upon the dial-plate—how intelligent

how intellectual, they all looked! And presently they took to

dancing the Mazurka, and I think it was the figure V. who

performed the most to my satisfaction. She was evidently a lady

of breeding. None of your swaggerers, and nothing at all

indelicate in her motions. She did the pirouette to

admiration—whirling round upon her apex. I made an endeavor to

hand her a chair, for I saw that she appeared fatigued with her

exertions—and it was not until then that I fully perceived my

lamentable situation. Lamentable indeed! The bar had buried

itself two inches in my neck. I was aroused to a sense of

exquisite pain. I prayed for death, and, in the agony of the

moment, could not help repeating those exquisite verses of the

poet Miguel De Cervantes:

Vanny Buren, tan escondida

Query no te senty venny

Pork and pleasure, delly morry

Nommy, torny, darry, widdy!

But now a new horror presented itself, and one indeed sufficient

to startle the strongest nerves. My eyes, from the cruel pressure

of the machine, were absolutely starting from their sockets.

While I was thinking how I should possibly manage without them,

one actually tumbled out of my head, and, rolling down the steep

side of the steeple, lodged in the rain gutter which ran along

the eaves of the main building. The loss of the eye was not so

La targhetta numerica di un enorme orologio, che sicuramente doveva essere visibile.

Via, come un grande buco della serratura, proprio come quello che vediamo sul viso delle persone…

Orologi francesi. Non c’è alcun dubbio che lo scopo reale fosse quello di ammettere l’esistenza del braccio.

Un addetto, incaricato di regolare, quando necessario, le lancette dell’orologio.

Dall’interno… Notai anche, con sorpresa, le dimensioni imponenti di…

Queste mani… la più lunga delle quali non poteva essere certo più corta di…

Titolo:
Dieci piedi di lunghezza, e nelle parti più larghe, otto o nove pollici di diametro…

Titolo:
Larghezza… Apparentemente erano fatti di acciaio solido, e i loro bordi…

Sembrava essere affilato. Notando questi dettagli, e alcuni altri…

Altri… ancora una volta rivolsi lo sguardo verso quella meravigliosa vista che si estendeva sotto di me.

E presto si immerse nella sua contemplazione.

Dopo alcuni minuti, fui destato dalla voce di…

Pompeo, che dichiarò di non poter sopportare oltre, e.

Mi è stato chiesto di essere così gentile da scendere. Questo era…

“Insensato… E gliel’ho detto chiaramente in un discorso piuttosto lungo.”

Rispose, ma con una chiara malcomprensione delle mie idee.

Il soggetto… Per questo motivo mi arrabbiai e glielo dissi chiaramente.

Parole, che era un idiota, che aveva commesso un errore stupido.

Occhio stretto dall’insonnia… le sue idee non erano altro che il prodotto di una notte insonne.

Titolo:
Parole poco migliori di un nemico… Con questo lui…

Sembrava soddisfatto, quindi ripresi le mie riflessioni.

Forse mezz’ora dopo questo scontro, mentre io…

Ero completamente immerso nel paesaggio celeste che si estendeva sotto di me.

Spaventato da qualcosa di molto freddo che lo premeva dolcemente

Una pressione alla nuca… Inutile dire che…

Mi sentivo indescrivibilmente allarmato. Sapevo che Pompeo era inferiore a me.

Piedi. E quella Diana era seduta, secondo quanto ho detto esplicitamente.

In piedi sulle zampe posteriori, nell’angolo più remoto…

La stanza… Cosa poteva essere? Ahimè… Lo scoprii troppo presto. Girandomi…

Con la testa leggermente inclinata da un lato, percepii… con estremo orrore…

quella enorme lancetta dei minuti, scintillante e simile a una sciabola, dell’orologio

Era sceso su di me nel corso della sua rotazione oraria…

Non c’era un secondo da perdere. Mi ritirai immediatamente.

Subito… ma era troppo tardi. Non c’era alcuna possibilità di intervenire.

Attraversare la bocca di quella terribile trappola…

“Catturato abbastanza bene… e che diventava sempre più stretto…”

Velocità terribile al punto da essere inimmaginabile… L’agonia di quel momento.

Non si può nemmeno immaginare… Alzai le mani e cercai di fare del mio meglio…

Con tutta la mia forza, cercavo di sollevare quella pesante sbarra di ferro…

Hanno provato in tutti i modi a sollevare la stessa cattedrale. Giù, giù, giù.

Si avvicinava sempre di più. Gridai chiedendo aiuto a Pompeo; ma.

Ho detto che gli avevo ferito i sentimenti chiamandolo “ignorante”

“Quel vecchio con l’occhio strabico, ” Gridai a Diana, ma lei rispose solo.

“Bow-wow-wow… e le avevo detto ‘assolutamente non muoverti’”.

“Dalla parte opposta della strada…” Quindi non potevo aspettarmi alcun sollievo da quella direzione.

associati.

Nel frattempo, la pesante e terribile Falce del Tempo, (poiché ora, )

Non aveva scoperto il significato letterale di quella frase classica

Interrotto, e probabilmente non avrebbe mai smesso, nel suo percorso… Fermo e immobile.

Giù, arrivò… Aveva già sepolto la sua lama affilata per un intero pollice.

Nella mia carne… Le mie sensazioni divennero confuse e indecise.

Una volta mi immaginai di essere a Filadelfia con il nobile dottor.

Moneypenny, nell’altra sala da pranzo dietro la casa del signor Blackwood

Ricevendo le sue istruzioni inestimabili… E ancora una volta, quella dolcezza…

Mi assalirono i ricordi di tempi migliori e più antichi… e io…

Ricordai quel periodo felice in cui il mondo non era tutto un -deserto.

e Pompeo non del tutto crudele.

Il rumore prodotto dalle macchine mi divertiva… Mi divertiva davvero.

Sensazioni che ora si avvicinavano alla perfezione della felicità… e molto di più.

Piccole circostanze mi procurarono gioia… L’eterno

Il suono “clack-clack, clack-clack” dell’orologio era il più.

“Melodiosa musica nelle mie orecchie… a volte persino mi trasporta in…”

Il modo di esprimersi eloquente e persuasivo del Dottor Ollapod…

C’erano quelle grandi figure sulla placca del quadrante… quanto intelligenti.

Che intellettuali sembravano tutti… E presto iniziarono a…

Danzando la mazurca… e credo fosse la figura V. che…

Ha soddisfatto appieno le mie aspettative. Era chiaramente una signora.

Niente di tutto ciò…

Movimenti poco delicati… Eseguì la piroetta con movimenti non molto aggraziati.

Ammirazione… che ruota incessantemente attorno al suo apice. Ho cercato di…

“Dalle una sedia, perché vedo che sembra stanca…”

Sforzi… e fu solo allora che compresi appieno quanto fossero stati grandi.

Situzione lamentabile… Davvero lamentabile! Il bar era sepolto…

“Qualcosa di due pollici lungo che mi premeva sul collo… Questo mi eccitò profondamente…”

Un dolore estremamente intenso. Pregavo per la morte, nel mezzo di quell’agonia.

Momento… non potei fare a meno di ripetere quelle squisite strofe…

Il poeta Miguel de Cervantes:

Vanny Buren: una pelle abbronzata nascosta

Non chiedermi mai di sentirmi bene

Maiale e piacere, dolce morire

Nommy, torny, darry, widdy!

Ma ora si presentò un nuovo orrore, uno davvero sufficiente…

Per far tremare anche i nervi più forti… I miei occhi, sotto quella pressione crudele…

Dei componenti della macchina, tutti si staccavano completamente dai loro alloggiamenti.

Mentre pensavo a come potessi farcela senza di loro…

Qualcosa mi è davvero venuto in mente all’improvviso ed è “rotolato” giù per quella pendenza ripida.

Sulla facciata della torre, nascosta nel canale di scolo che correva lungo…

Le grondaie del edificio principale… La perdita di quell’occhio non fu così grave…

much as the insolent air of independence and contempt with which

it regarded me after it was out. There it lay in the gutter just

under my nose, and the airs it gave itself would have been

ridiculous had they not been disgusting. Such a winking and

blinking were never before seen. This behavior on the part of my

eye in the gutter was not only irritating on account of its

manifest insolence and shameful ingratitude, but was also

exceedingly inconvenient on account of the sympathy which always

exists between two eyes of the same head, however far apart. I

was forced, in a manner, to wink and to blink, whether I would or

not, in exact concert with the scoundrelly thing that lay just

under my nose. I was presently relieved, however, by the dropping

out of the other eye. In falling it took the same direction

(possibly a concerted plot) as its fellow. Both rolled out of the

gutter together, and in truth I was very glad to get rid of them.

The bar was now four inches and a half deep in my neck, and there

was only a little bit of skin to cut through. My sensations were

those of entire happiness, for I felt that in a few minutes, at

farthest, I should be relieved from my disagreeable situation.

And in this expectation I was not at all deceived. At twenty-five

minutes past five in the afternoon, precisely, the huge

minute-hand had proceeded sufficiently far on its terrible

revolution to sever the small remainder of my neck. I was not

sorry to see the head which had occasioned me so much

embarrassment at length make a final separation from my body. It

first rolled down the side of the steeple, then lodge, for a few

seconds, in the gutter, and then made its way, with a plunge,

into the middle of the street.

I will candidly confess that my feelings were now of the most

singular—nay, of the most mysterious, the most perplexing and

incomprehensible character. My senses were here and there at one

and the same moment. With my head I imagined, at one time, that

I, the head, was the real Signora Psyche Zenobia—at another I

felt convinced that myself, the body, was the proper identity. To

clear my ideas on this topic I felt in my pocket for my

snuff-box, but, upon getting it, and endeavoring to apply a pinch

of its grateful contents in the ordinary manner, I became

immediately aware of my peculiar deficiency, and threw the box at

once down to my head. It took a pinch with great satisfaction,

and smiled me an acknowledgement in return. Shortly afterward it

made me a speech, which I could hear but indistinctly without

ears. I gathered enough, however, to know that it was astonished

at my wishing to remain alive under such circumstances. In the

concluding sentences it quoted the noble words of Ariosto—

Il pover hommy che non sera corty

And have a combat tenty erry morty;

thus comparing me to the hero who, in the heat of the combat, not

perceiving that he was dead, continued to contest the battle with

inextinguishable valor. There was nothing now to prevent my

getting down from my elevation, and I did so. What it was that

Pompey saw so very peculiar in my appearance I have never yet

been able to find out. The fellow opened his mouth from ear to

ear, and shut his two eyes as if he were endeavoring to crack

nuts between the lids. Finally, throwing off his overcoat, he

made one spring for the staircase and disappeared. I hurled after

the scoundrel these vehement words of Demosthenes—

Andrew O’Phlegethon, you really make haste to fly,

and then turned to the darling of my heart, to the one-eyed! the

shaggy-haired Diana. Alas! what a horrible vision affronted my

eyes? Was that a rat I saw skulking into his hole? Are these the

picked bones of the little angel who has been cruelly devoured by

the monster? Ye gods! and what do I behold—is that the departed

spirit, the shade, the ghost, of my beloved puppy, which I

perceive sitting with a grace so melancholy, in the corner?

Hearken! for she speaks, and, heavens! it is in the German of

Schiller—

“Unt stubby duk, so stubby dun

Duk she! duk she!”

Alas! and are not her words too true?

“And if I died, at least I died

For thee—for thee.”

Sweet creature! she too has sacrificed herself in my behalf.

Dogless, niggerless, headless, what now remains for the unhappy

Signora Psyche Zenobia? Alas—nothing! I have done.

Anche se con quell’aria arrogante di indipendenza e disprezzo…

“Mi guardò dopo essere uscito… Lì giaceva nel canale di scolo, proprio così.”

Proprio sotto il mio naso… e con quell’aria da presuntuosa che aveva…

“Ridicoli… se non fossero stati disgustosi. Tutti quei gesti e sguardi…”

Mai visti prima. Questo comportamento da parte mia…

“Eye in the gutter” era non solo irritante per via del suo…

Manifesta insolenza e vergognosa ingratitudine, ma anche…

Estremamente scomodo a causa della simpatia che c’è sempre…

“Esiste tra i due occhi della stessa testa, per quanto possano essere lontani l’uno dall’altro.”

Fu costretto, in un certo senso, ad ammiccare e a battere le palpebre, che lo volessi o no…

Non… in perfetta sintonia con quella cosa spregevole che si trovava lì.

Proprio sotto il mio naso… Tuttavia, poco dopo fui sollevato dal fatto che…

Con l’altro occhio… Nel cadere ha preso la stessa direzione.

Un complotto congiunto

Raccolti insieme, in verità, fui molto contento di liberarmene.

Il coltello era ormai conficcato nel mio collo per quattro pollici e mezzo… e lì rimaneva.

“Era soltanto una piccola striscia di pelle da tagliare… Le mie sensazioni in quel momento…”

Titolo:
“Coloro che conoscono la vera felicità… perché sentivo che, in pochi minuti, avrei…”

Se solo potessi raggiungere il punto più lontano, sarei finalmente libero dalla mia sgradevole situazione.

E in questa aspettativa non fui affatto deluso. A venticinque anni…

Cinque minuti dopo le cinque del pomeriggio, esattamente… il enorme…

“La lancetta dei minuti si era spostata abbastanza lontano sulla sua orribile…”

Una rivoluzione per tagliare via quel piccolo resto del mio collo… Non lo ero.

Mi dispiace vedere quella testa che mi ha causato tanti problemi

Il imbarazzo, alla fine, porterà a una separazione definitiva dal mio -corpo.

“Prima rotolò giù per il lato della guglia, poi si fermò, per un po’…”

“Secondi… nel canale di scolo… e poi, con un tuffo, ha proseguito il suo percorso.”

Nel mezzo della strada.

Confesserò francamente che in quel momento i miei sentimenti erano…

Titolo:
Unico… anzi, il più misterioso, il più enigmatico di tutti.

Personaggio incomprensibile… I miei sensi erano completamente disorientati.

E nello stesso istante. Con la mia immaginazione, in un certo momento, ho pensato che.

“Io, la testa… ero davvero la vera Signora Psyche Zenobia… un’altra me stessa.”

Ero convinto che io stesso, il mio -corpo, fossi l’identità giusta. Che.

Schiarire le mie idee su questo argomento…

“Snuff-box… ma, dopo averla presa, cerco di usarla per applicare un pizzico…”

Di ciò che esso contiene di così prezioso, ho iniziato a…

immediatamente consapevole della mia particolare mancanza, gettò la scatola contro di me

“Finché non è arrivato fino alla mia testa… L’ho afferrato con grande soddisfazione.”

E mi sorrise in segno di ringraziamento. Poco dopo…

Mi fece pronunciare un discorso che riuscivo a sentire, ma in modo poco chiaro…

Orecchie… Ne ho raccolte abbastanza per capire che era sorpreso.

A mio desiderio di rimanere vivo in tali circostanze…

“Nelle frasi conclusive, citò le nobili parole di Ariosto…”

Il povero omuncolo che non fu mai gentile

Combattimento e morte inevitabili

Pertanto, mi paragonano all’eroe che, nel bel mezzo della battaglia, non.

Notando che era morto, continuò a combattere nella battaglia…

Coraggio indomabile… Ora nulla poteva più impedirmi…

Scendendo dalla mia posizione elevata, lo feci. Ma cosa fosse…

Pompeo notò qualcosa di molto strano nel mio aspetto; non l’avevo mai notato prima.

Non sono riuscito a scoprirlo. Quel tizio ha aperto la bocca… da un orecchio all’altro…

Orecchio chiuso e occhi serrati, come se cercasse di rompere qualcosa…

“Cranio frantumato… Finalmente, gettando via il cappotto, lui…”

Fece costruire una ringhiera per la scala e poi scomparve. Corsi dietro di lui.

Il farabutto… queste parole appassionate di Demostene…

Andrew O’Phlegethon, davvero voli con grande fretta…

E poi si rivolse al caro del mio cuore… a quello con un occhio solo!

Diana dai capelli arruffati. Ahimè, che orribile visione mi si presentò davanti.

Occhi… Era davvero un topo quello che ho visto nascondersi nel suo buco? Sono questi…

Le ossa del piccolo angelo che è stato crudelmente divorato…

Il mostro? Oh dei. E cosa vedo. È proprio il defunto.

Lo spirito, l’ombra, il fantasma del mio adorato cucciolo, che io.

Percepire qualcuno seduto con tale grazia, ma allo stesso tempo con un’aria così melancolica, nell’angolo.

Ascoltate! Sta parlando… e, per gli dei, lo fa in tedesco.

Schiller—

“Un duca corto e tozzo, davvero molto corto e tozzo…”

“Duk she! duk she!”

Ahimè, non sono forse le sue parole troppo vere?

“#E se morissi, almeno morirei…”

“Per te… per te.”

Dolce creatura. Anche lei si è sacrificata per me.

“Senza cani, senza negri, senza testa… cosa rimane ora per questi sfortunati?”

Signora Psyche Zenobia? Ahimè, nulla! Ho fatto del mio meglio.