Futuri uguali — Sofocle — Antigone

“Queste cose accadranno nel prossimo futuro.”

“Rinato?”

Monos… Sì, cara e amata Una, “rinata”. Questi…

parole il cui significato mistico avevo cercato per tanto tempo

Rifletté a lungo, rifiutando le spiegazioni del clero, fino a quando…

Lo stesso Morte mi rivelò quel segreto.

Una morte.

Monos_
Che strano… dolce Una, come ripeti le mie parole! Osservo…

Anche tu, un’esitazione nel tuo passo, un’agitata gioia nei tuoi occhi.

Confuso e oppresso dalla maestosa novità…

Vita Eterna. Sì, parlavo della Morte. Ed ecco come.

“Singolarmente suona quella parola che un tempo era capace di suscitare terrore…”

A tutti i cuori, gettando un’umidità, una sorta di “muschio”, su ogni piacere!

Una. Ah, Morte, lo spettro che è presente a tutte le feste. Come.

Spesso, Monos, ci perdevamo in speculazioni al riguardo…

natura! In che modo misterioso agì come un freno per l’uomo.

Felicità… dire “Fino a qui, e non oltre!” Quell’impegno sincero

Un amore reciproco, il mio caro Monos, che ardeva nei nostri cuori, come.

Inutilmente ci siamo lusingati, credendo di essere felici nel suo primo momento…

Un rinnovamento che renderà la nostra felicità ancora più forte

Forza… Ahimè, quanto più cresceva, tanto più aumentava nel nostro cuore la paura di essa.

Quell’orribile momento che stava per separarci per sempre…

Nel tempo, amare divenne qualcosa di doloroso. L’odio, forse, sarebbe stato una forma di miseria.

allora.

Monos. Non parlare mai di queste dolori qui, cara Una… miei dolori.

Per sempre, ora!

_ Una._ Ma la memoria del dolore passato, non è forse essa stessa una gioia presente? Io.

“Ho ancora molto da dire riguardo alle cose che sono accadute… Soprattutto, io…”

Bruciare per conoscere gli eventi del proprio cammino attraverso l’oscurità

La valle e l’Ombra.

Monos… E quando fu che la radiosa Una chiese qualcosa al suo Monos?

“In vano? Racconterò tutto nei dettagli… ma a quale punto?”

Quella strana narrazione inizia.

Uno. A quale punto?

Monos. È quello che hai detto.

“Una. Monos, ti capisco. Nella Morte entrambi abbiamo imparato, ”

“La propensione dell’uomo a definire ciò che è indefinibile… Non dirò di più.”

Comincia dal momento in cui la vita finisce… ma comincia davvero.

“Con quell’istante triste, terribile in cui la febbre ti abbandona…”

Ti sei immerso in una torpore senza respiro e immobile… e io ho premuto.

Giù, attraverso le tue pallide palpebre, con le appassionate dita dell’amore.

Monos.
Una parola prima di tutto, mia Una… riguardo alla natura umana nel suo complesso.

Condizioni di questo periodo… Ricorderete sicuramente che uno o due dei…

“Saggi tra i nostri antenati… saggi davvero, anche se non nel senso…”

L’ammirazione del mondo intero, aveva osato mettere in dubbio la correttezza di quel termine.

“Il miglioramento”, nel senso del progresso della nostra civiltà.

Ci furono periodi in ciascuno di quei cinque o sei secoli

Immediatamente prima della nostra dissoluzione, quando emersero alcune questioni importanti…

Intelligenza che lotta con coraggio per quei principi la cui verità.

Ora appare, alla nostra ragione privata dei diritti, in modo così assoluto…

Ovvi principi che avrebbero dovuto insegnare alla nostra razza ad arrendersi

La guida delle leggi naturali, piuttosto che cercare di contravallerle

Controllo… A intervalli lunghi, alcuni geni apparivano, osservando…

Titolo:
Ogni progresso nella scienza pratica rappresenta in realtà un regresso…

La vera utilità. A volte, l’intelligenza poetica…

Intelligenza che oggi riteniamo essere stata la più elevata

Tutte quelle verità che per noi erano le più durature

L’importanza può essere compresa soltanto attraverso quell’analogia che parla…

Toni di verifica per l’immaginazione solitaria e per la ragione spontanea.

Non ha alcun peso… A volte, questo intelletto poetico procedeva in questo modo.

Un passo avanti nell’evoluzione di quell’idea vaga…

Filosofico. E nel mistico parabolo che ne parla si trova la risposta.

Albero della conoscenza, e il suo frutto proibito, quello che genera la morte, un.

Un chiaro segnale che la conoscenza non fosse adatta all’uomo…

Lo stato infantile della sua ‘anima. E questi uomini, i poeti, che vivono ancora.

Perire nell’indifferenza dei “utilitaristi”… tra quei pedanti rozzi e insensibili.

Chi si è arrogato un titolo che avrebbe potuto essere altro

Applicato esclusivamente a coloro che vengono disprezzati… questi uomini, i poeti.

“Rifletteva con malinconia, ma non senza saggezza, sui tempi antichi…”

I nostri desideri non erano meno intensi dei nostri piaceri… quei giorni.

Quando la gioia era una parola sconosciuta, così solennemente e profondamente…

Felicità… giorni sacri, maestosi e beati, in cui i fiumi scorrevano azzurri…

Senza dighe, tra colline incontaminate, nelle solitudini lontane della foresta…

Primitivo, profumato e inesplorato.

Eppure queste nobili eccezioni alla regola generale del malgoverno non fecero altro che…

Rafforzarlo attraverso l’opposizione… Ahimè, eravamo finiti nel luogo più inadatto per farlo.

Il male di tutti i nostri mali… Quel grande “movimento”… che non era altro che una vuota retorica.

Una follia malata, sia morale che fisica… L’arte…

Le arti, una volta elevate al rango supremo, una volta salite sul trono, gettarono delle catene su.

Intelligenza che li ha elevati al potere. L’uomo, perché ne era capace.

Senza nemmeno riconoscere la maestosità di Natura, si comportò in modo infantile.

Esultanza per il dominio acquisito e in continua espansione su di lei

Elementi… Anche mentre si immaginava di essere un dio nella sua fantasia, un…

Una stupidità infantile lo invase… Come ci si potrebbe aspettare, data la situazione…

Origine del suo disturbo… si infettò con il sistema… e con…

Astrazione. Si avvolse nelle generalità… tra le altre cose.

Titolo: Idee strane… quella dell’uguaglianza universale prese piede; e nel…

Volto dell’analogia e di Dio… nonostante la voce allarmante che risuona forte

Titolo:
Delle leggi della gradazione che permeano visibilmente ogni cosa nell’universo

Terra e Cielo: tentativi disperati di realizzare una Democracia onnipresente.

Furono creati… Eppure questo male scaturì inevitabilmente dalle origini stesse di tutto ciò.

Malevolo… Conoscenza. L’uomo non può conoscere e al contempo soccombere. Nel frattempo…

Sorse un numero innumerevole di enormi città fumogenee; le verdi foglie iniziarono a appassire.

Prima del calore ardente delle fornaci. Il bel viso di Natura era.

Deformato come se fosse stato devastato da qualche terribile malattia. E

“Methinks, sweet Una, anche il nostro sonnolento senso di ciò che è forzato…”

Della stravaganza che avrebbe potuto fermarci qui… Ma ora…

Sembra che abbiamo contribuito noi stessi alla nostra distruzione…

Distorsione del nostro gusto, o meglio, nella sua negligenza cieca

La cultura nelle scuole. Infatti, è proprio in questa crisi che.

Il gusto, in quanto facoltà che occupa una posizione intermedia tra.

L’intelligenza pura e il senso morale non avrebbero mai potuto operare in modo sicuro…

È stato trascurato. Era proprio in quel momento che solo il gusto, da solo, avrebbe potuto guidarci.

Con dolcezza, verso la Bellezza, verso la [Natura] e verso la Vita. Ma ahimè.

Lo spirito puramente contemplativo e l’intuizione maestosa di Platone… Ahimè

Per quella musica che considerava davvero sufficiente in ogni senso

educazione per l’‘anima. Ahimè, sia per lui che per essa, poiché entrambi ne avevano bisogno.

Quello di cui c’era più disperata necessità… quando entrambi erano stati completamente dimenticati

Disprezzato. {1}

Pascal, un filosofo che entrambi amiamo molto, ha detto, come.

Davvero! – “Tutto il nostro ragionamento si riduce alla necessità di arrendersi…”

Titolo: “Sentimento”; e non è impossibile che il sentimento espresso in questo testo…

Naturalmente, se ne fosse avuto il tempo, avrebbe ripreso il suo aspetto originale.

Dominio sulla rigida logica matematica delle scuole… Ma

Questa cosa non doveva mai accadere… Indotta prematuramente dall’indisciplina…

La conoscenza su cui si basava l’antichità del mondo… Questo è ciò che la massa umana possedeva allora.

L’umanità non vedeva… o, pur vivendo con passione, viveva infelice.

“Non per vedere… Ma, per quanto mi riguarda, i documenti della Terra mi hanno insegnato…”

Cerca la più vasta distruzione come prezzo della civiltà più elevata… Io l’avevo fatto.

Assorbita una premonizione del nostro Destino attraverso il confronto con la Cina…

Semplice ed eterno, con l’Assiria come architetto, e con l’Egitto come.

Astrologo, con la Nubia: più astuto di entrambi… il turbolento

Madre di tutte le arti. Nella storia di queste regioni ho incontrato.

Raggio dal Futuro: Le particolari caratteristiche dei tre

Questi ultimi erano malattie locali della Terra, e ognuna di esse…

Cambiamenti improvvisi che hanno sovvertito tutto ciò che avevamo visto fino ad allora…

In un mondo così contaminato, non potevo prevedere alcuna possibilità di rigenerazione, se non.

Nella morte. Quell’uomo, come razza, non dovrebbe estinguersi. Lo vidi io stesso.

Deve “rinascere”.

E ora era giunto il momento, mia più bella e cara, di avvolgere i nostri spiriti insieme…

Ogni giorno, nei sogni. Ed è stato proprio in quel momento, al crepuscolo, che ne abbiamo parlato.

I giorni a venire, quando la superficie terrestre segnata dalle tracce dell’arte…

Dopo aver subito quella purificazione {*3} che solo lei poteva cancellare.

“Le sue oscenità rettangolari dovrebbero rivestirsi di nuovo…”

Verdure, pendii montani e acque sorridenti…

Titolo:
Paradiso… e trasformato finalmente in un luogo adatto per viverci.

Uomo: —Per l’uomo, infatti, la Morte ha operato una purificazione. Per quell’uomo il cui stato attuale è ormai elevato.

Nell’intelletto, non dovrebbe più esserci “veleno” nella conoscenza, perché.

Redento, rigenerato, beato… e ora immortale… ma ancora per…

Il materiale, insomma.

Una. Ricordo davvero queste conversazioni, caro Monos, ma.

Il periodo dell’overthrow ardente non era così vicino come pensavamo…

Si credeva… e poiché la corruzione di cui si parla certamente lo meritava.

Nella fede… Gli uomini vissero e morirono, ognuno per sé. E tu stesso…

Si sentì inorridito e giunse nella tomba; ed è lì che rimarrà per sempre.

Un’altra velocemente ti seguì… E sebbene il secolo che è seguito…

Il tempo è trascorso, e la sua conclusione ci riunisce nuovamente qui.

“Tormentando i nostri sensi addormentati, senza alcuna fretta nella durata di quel tormento…”

Tuttavia, miei Monos, mancava ancora un secolo.

Monos. Piuttosto, si tratta di un punto nell’infinito vago.

Senza dubbio, morii nella vecchiaia terrestre… Stanco.

In cuor suo, era pervaso da ansie che avevano origine nella situazione generale…

Caos e decadimento; cedetti alla febbre violenta. Dopo un po’.

Pochi giorni di dolore,] e molti momenti di delirio sognante, pieni di.

Euforia, le manifestazioni delle quali hai scambiato per dolore, mentre in realtà.

Desideravo ardentemente, ma non ero in grado di ingannarti… Dopo alcuni giorni…

Mi colpì, come hai detto tu, con una sensazione di affanno e immobilità…

Torpore. E coloro che erano intorno a me chiamarono questo stato “Morte”.

Parole vaghe… La mia condizione non mi ha privato di…

Sensibilità. Mi sembrava non molto diversa da…

Estrema quiete di colui che, dopo aver dormito a lungo…

Profondamente immobile e disteso completamente in piena estate

Alle mattine, inizia lentamente a tornare in sé, attraverso.

Solo la sufficiente durata del suo sonno, e senza essere svegliato da.

Disturbi esterni.

Non respiro più… I battiti del cuore sono cessati.

Mai sottomettersi alla volontà altrui… Ma i sensi sono incontrollabili.

Erano insolitamente attivi, anche se in modo eccentrico… spesso.

Funzioni reciproche in modo casuale… Il sapore e l’odore…

Inestricabilmente intrecciati, si fusero in un unico sentimento… anormale e complesso.

Intenso. Quell’infuso di rosa e acqua, con il quale la tua tenerezza aveva inumidito tutto.

“Finché le mie labbra non furono silenziose, mi lasciarono immerso in dolci fantasie…”

fiori, fantastici fiori, molto più belli di qualsiasi altro esistente.

“La Terra… ma i suoi prototipi sono proprio quelli che abbiamo intorno a noi.”

Palpebre trasparenti e senza vita… non offrivano alcuna protezione.

“Impedimento alla vista: mentre la volontà era sospesa, le palline…”

Non potevano ruotare nelle loro orbite, ma tutti gli oggetti entro quel raggio…

Nella metà visiva del cervello vennero osservati aspetti più o meno…

Distinzione: i raggi che colpivano la retina esterna…

Con la coda dell’occhio, ottenendo un effetto più vivido di…

Quelli che colpivano la superficie anteriore o interna…

In un precedente caso, questo effetto risultò così anomalo da…

Lo apprezzai soltanto come suono: un suono dolce o disarmonioso, a seconda dei casi.

Titolo:
Le situazioni che si presentavano al mio fianco erano sia positive che negative…

Ombra: con contorni curvi o angolosi… E la percezione uditiva, allo stesso tempo…

Il tempo, sebbene fosse piuttosto agitato, non presentava alcuna irregolarità.

Azione: stimare i suoni reali con un’eccessiva precisione

Non meno di sensibilità… Il sentimento umano aveva subito una modifica.

Più peculiare… Le sue impressioni furono recepite in modo lento e graduale, ma…

Tenuto con ostinazione, e sempre portato ai risultati migliori.

Piacere fisico… Così, la pressione delle tue dolci dita su…

“Le mie palpebre, inizialmente riconosciute soltanto attraverso la vista, alla fine…”

“Molto tempo dopo essere stati rimossi, quelle immagini riempirono interamente la mia esistenza con una sensazione intensa…”

Delizia immensa… Lo dico con un vero piacere sensuale… Tutta la mia…

Le percezioni erano puramente sensoriali; i materiali forniti…

Cervello passivo: i sensi non agivano affatto

Molto era stato organizzato grazie alla comprensione del defunto. Quanto al dolore, ce n’era stata una certa dose.

Poco; in termini di piacere c’era molto; ma in termini di sofferenza o gioia morale.

Nessun suono… Così i tuoi singhiozzi disperati raggiunsero le mie orecchie.

“I loro toni malinconici venivano apprezzati in ogni loro manifestazione…”

Variazioni di un tono triste… ma erano suoni dolci e melodiosi, nient’altro.

Di più… non trasmetterono mai alla ragione ormai estinta alcun segnale, alcuna indicazione…

Dolori che li avevano generati; mentre quelle lacrime grandi e continue.

Che mi colpì in faccia, rivelando agli spettatori di quale cuore si trattasse…

Sconvolto, ogni fibra del mio corpo tremava di estasi, solo. E.

Questa fu davvero la Morte di cui parlavano questi spettatori.

Con reverenza, sussurrando a bassa voce… tu, dolce Una, ansimante, ad alta voce…

piange.

Mi vestirono per la bara… tre o quattro figure scure che…

“Si muoveva avanti e indietro con grande frenesia. Mentre queste cose attraversavano la linea diretta del mio…”

Visioni che mi apparvero sotto forma di immagini; ma quando si avvicinarono a me…

Le loro immagini mi hanno suscitato l’immagine di urla, gemiti e…

Altre espressioni desolate di terrore, orrore o dolore.

Solo, avvolto in un abito bianco, passava in tutte le direzioni.

Musicalmente parlando, riguarda me.

Il giorno declinava; e man mano che la sua luce svaniva, io… venivo posseduto.

A causa di un vago senso di disagio, di un’ansia simile a quella che prova il dormiente quando.

“Tristi suoni reali continuano a risuonare nella sua testa… bassi e lontani.”

Titolo:
Suoni profondi e solenni, emessi a intervalli lunghi ma regolari, che si fondono tra loro…

Con sogni pieni di malinconia. Arrivò la notte; e con le sue ombre.

Un forte disagio… Mi opprimeva le membra con una pressione insopportabile.

Un peso opprimente, tangibile… E anche dei lamenti.

Un suono simile al lontano echeggiare delle onde… ma più intenso

Continuo… che, a partire dal primo crepuscolo, aveva iniziato a crescere.

In fortizza con l’oscurità… All’improvviso, le luci furono accese.

La stanza… e quel riverbero fu immediatamente interrotto

In frequent e disomogenei sprazzi dello stesso suono, ma meno monotoni…

Sempre più indistinto… Quel opprimente peso era sempre più insopportabile…

Un po’ di sollievo si percepì; e, dalla fiamma di ogni lampada, usciva…

Un flusso ininterrotto…

Titolo:
Di un monotono melodioso… E ora, cara Una, mentre ci avviciniamo…

Accanto al letto su cui giaccio disteso…

Il profumo dei tuoi dolci labbra… e il loro contatto con i miei

Un tremito improvviso si diffuse nel mio petto, mescolandosi con…

Sensazioni puramente fisiche suscitate dalle circostanze

In avanti, qualcosa di simile al sentimento stesso: una sensazione che…

Apprezzando, lei rispose in parte al tuo sincero amore e alla tua tristezza; ma.

Questo sentimento non trovò radici nel cuore privo di vita… e sembrava…

In realtà, più che una realtà, era piuttosto un’ombra, e svanì rapidamente.

Prima in un’estrema quiete, e poi in uno stato puramente sensuale

Il piacere di prima.

E ora, dal caos e dalle distorsioni dei sensi ordinari, emerge…

Sembrava che dentro di me fosse nata una sesta parte, perfetta in ogni suo aspetto…

Un piacere selvaggio e fisico…

Finché la comprensione non vi aveva alcun ruolo… Movimento nel…

Il movimento dell’animale si era completamente fermato. Nessun muscolo si contraeva; nessun nervo reagiva.

Titolo:
Emozionato… ma nessun battito accelerato nel cuore. Sembrava però che qualcosa fosse improvvisamente emerso…

Nella mente, qualcosa di cui nessuna parola potrebbe mai descrivere appieno…

Una vaga concezione dell’intelligenza umana…

Un battito mentale incostante… L’incarnazione morale di…

L’idea astratta che l’uomo ha del Tempo. Attraverso l’equivalenza assoluta di questo concetto.

Titolo:
Un movimento del genere – simile a questo – seguiva i cicli del firmamento…

“Orbi si sono adattati; con il suo aiuto ho effettuato le misurazioni.”

Irregolarità nell’funzionamento dell’orologio sul caminetto, e anche degli orologi stessi.

“Dei camerieri… I loro ticchettii risuonavano distintamente alle mie orecchie.”

“Minime deviazioni dalla vera proporzione… e queste.”

Deviazioni erano onnipresenti: mi colpivano esattamente come le violazioni di…

Le astratte .verità non erano in grado, sulla terra, di influenzare il senso morale.

Sebbene nessuno dei due orologi presenti nella stanza battesse contemporaneamente.

“Secondi individuali che si sincronizzano con precisione… Eppure non ho incontrato alcuna difficoltà.”

Tenendo sempre a mente i toni e le caratteristiche relative…

Errori momentanei di ciascuno… E questo… questo acuto, perfetto…

Questo sentimento di durata che esiste già in sé stesso, questo sentimento che è presente (come, )

Qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare esistesse davvero

Il sesto senso: questa intuizione, questa capacità di prevedere la successione degli eventi

Dai resti della distruzione è nato il primo, evidente…

Un certo passo dell’eterna ‘anima sul ciglio del.

un’eternità temporale.

Era mezzanotte; e tu eri ancora seduta al mio fianco. Tutti gli altri se n’erano andati…

Uscirono dalla camera di Morte. Mi avevano lasciato lì.

Coffina. Le lampade bruciavano tremolando; di questo ne ero certo.

Tremore nelle melodie monotone… Ma, all’improvviso, queste…

“Il suono si affievoliva, perdendo sia la chiarezza che l’intensità. Alla fine…”

Scomparso. Il profumo nelle mie narici svanì… Le forme intorno a me continuarono ad esistere, ma per me non avevano più significato.

“Visione perduta… L’oppressione dell’Oscurità si è sollevata da sola.”

Dal mio petto… Un dolore intenso, simile a quello provocato dall’elettricità, si diffuse in tutto il mio corpo.

Il quadro… e poi la totale perdita dell’idea stessa di contatto.

Il cosiddetto “senso umano” si fonde nella singola coscienza.

Dell’entità e del sentimento duraturo che la caratterizza.

Il mortale -corpo era finalmente stato colpito dalla mano del.

Un mortale deperimento.

Ancora non tutta la coscienza era svanita; poiché la consapevolezza…

Il sentimento residuo svolgeva ancora alcune delle sue funzioni…

Intuizione letargica… Apprezzavo quel cambiamento terribile che ora si era verificato.

Operazione sulla carne… e, come talvolta il sognatore si rende conto

“Della presenza fisica di colui che si china su di lui… Oh, dolce Una…”

Ancora sentivo, in modo vago, che eri seduto al mio fianco… Così come quando…

Arrivò il mezzogiorno del secondo giorno; non ero ignaro di tutto ciò.

Movimenti che ti allontanavano da me, che mi confinavano…

“All’interno della bara… che poi mi mise dentro il carro funebre…”

Mi annoiava a morte; quel comportamento mi fece sprofondare nel dolore, e tutto ciò che accadde dopo fu solo sofferenza.

Il peso della tradizione mi opprime, lasciandomi avvolto nell’oscurità

E la corruzione, nei miei tristi e solenni sonni, insieme al verme.

E qui, in questa prigione-casa che ha pochi segreti da rivelare.

Passarono giorni, settimane e mesi; e l’‘anima osservava tutto ciò che accadeva.

Con ogni secondo che volava, si avvicinava sempre di più al traguardo… e lo raggiungeva senza alcuno sforzo.

Del suo volo, senza sforzo e senza scopo.

Un anno è trascorso. La consapevolezza di esistere è cresciuta, ora dopo ora…

Il titolo è poco chiaro; inoltre, il riferimento esclusivamente alla località ha avuto, in gran parte, un’importanza limitata.

Ha usurpato la sua posizione… L’idea stessa di entità iniziava a fondersi con essa.

Lo spazio ristretto che circonda immediatamente ciò che era…

Che un tempo era stato il -corpo, ora stava diventando il -corpo stesso. Alla fine.

Come spesso accade a colui che dorme (attraverso il )sogno e nel suo mondo solitario).

Morte si era immaginata così. Alla fine, come a volte accadeva sulla Terra.

“Profondo dormiente… quando una luce improvvisa lo svegliò per un attimo.”

Svegliandosi, si ritrovò ancora parzialmente avvolto nei sogni, almeno per me.

Un rigido abbraccio dell’Ombra portò con sé quella luce che soltanto unicamente poteva esistere.

Aveva il potere di sorprendere, la luce di un Amore duraturo. Gli uomini lavoravano sodo.

Nella tomba dove giaccio al buio. Hanno rovesciato quella umidità.

Terra… Sulle mie ossa in decomposizione discese la bara…

Uno.

E ora ancora, tutto era vuoto… Quella luce nebulosa era scomparsa.

Spento… Quel debole brivido si era ormai spento del tutto.

Quiescenza. Molti anni erano trascorsi. La polvere era tornata a coprire tutto.

polvere. Il verme non aveva più cibo. Alla fine, anche il senso di esistere era scomparso.

Del tutto scomparso, e al suo posto regnava… invece di tutto il resto.

Cose dominanti e permanenti: gli autocrati stabiliscono il Luogo e il Tempo. Perché.

Quello che non era… – Per ciò che non aveva forma… – Per ciò che non esisteva ancora.

Nessun pensiero… per ciò che non possedeva sensibilità… per ciò che era semplicemente inesistente.

Senza anima, eppure parte di nulla… per tutto ciò.

Niente. Eppure, nonostante tutta questa immortalità, la tomba rimaneva comunque una tomba.

Casa, e quelle ore corrosive, compagni miei.

Μελλοντα ταυτα.—SOPHOCLES—Antig.

“These things are in the near future.”

_ Una._ “Born again?”

_ Monos._ Yes, fairest and best beloved Una, “born again.” These

were the words upon whose mystical meaning I had so long

pondered, rejecting the explanations of the priesthood, until

Death himself resolved for me the secret.

Una. Death!

Monos. How strangely, sweet Una, you echo my words! I observe,

too, a vacillation in your step—a joyous inquietude in your eyes.

You are confused and oppressed by the majestic novelty of the

Life Eternal. Yes, it was of Death I spoke. And here how

singularly sounds that word which of old was wont to bring terror

to all hearts—throwing a mildew upon all pleasures!

Una. Ah, Death, the spectre which sate at all feasts! How

often, Monos, did we lose ourselves in speculations upon its

nature! How mysteriously did it act as a check to human

bliss—saying unto it “thus far, and no farther!” That earnest

mutual love, my own Monos, which burned within our bosoms—how

vainly did we flatter ourselves, feeling happy in its first

up-springing, that our happiness would strengthen with its

strength! Alas! as it grew, so grew in our hearts the dread of

that evil hour which was hurrying to separate us forever! Thus,

in time, it became painful to love. Hate would have been mercy

then.

Monos. Speak not here of these griefs, dear Una—mine, mine,

forever now!

_ Una._ But the memory of past sorrow—is it not present joy? I

have much to say yet of the things which have been. Above all, I

burn to know the incidents of your own passage through the dark

Valley and Shadow.

_ Monos._ And when did the radiant Una ask anything of her Monos

in vain? I will be minute in relating all—but at what point shall

the weird narrative begin?

Una. At what point?

Monos. You have said.

Una. Monos, I comprehend you. In Death we have both learned the

propensity of man to define the indefinable. I will not say,

then, commence with the moment of life’s cessation—but commence

with that sad, sad instant when, the fever having abandoned you,

you sank into a breathless and motionless torpor, and I pressed

down your pallid eyelids with the passionate fingers of love.

_ Monos._ One word first, my Una, in regard to man’s general

condition at this epoch. You will remember that one or two of the

wise among our forefathers—wise in fact, although not in the

world’s esteem—had ventured to doubt the propriety of the term

“improvement,” as applied to the progress of our civilization.

There were periods in each of the five or six centuries

immediately preceding our dissolution, when arose some vigorous

intellect, boldly contending for those principles whose truth

appears now, to our disenfranchised reason, so utterly

obvious—principles which should have taught our race to submit to

the guidance of the natural laws, rather than attempt their

control. At long intervals some masterminds appeared, looking

upon each advance in practical science as a retro-gradation in

the true utility. Occasionally the poetic intellect—that

intellect which we now feel to have been the most exalted of

all—since those truths which to us were of the most enduring

importance could only be reached by that analogy which speaks in

proof tones to the imagination alone and to the unaided reason

bears no weight—occasionally did this poetic intellect proceed a

step farther in the evolving of the vague idea of the

philosophic, and find in the mystic parable that tells of the

tree of knowledge, and of its forbidden fruit, death-producing, a

distinct intimation that knowledge was not meet for man in the

infant condition of his soul. And these men—the poets—living and

perishing amid the scorn of the “utilitarians”—of rough pedants,

who arrogated to themselves a title which could have been

properly applied only to the scorned—these men, the poets,

pondered piningly, yet not unwisely, upon the ancient days when

our wants were not more simple than our enjoyments were keen—days

when mirth was a word unknown, so solemnly deep-toned was

happiness—holy, august and blissful days, when blue rivers ran

undammed, between hills unhewn, into far forest solitudes,

primæval, odorous, and unexplored.

Yet these noble exceptions from the general misrule served but to

strengthen it by opposition. Alas! we had fallen upon the most

evil of all our evil days. The great “movement”—that was the cant

term—went on: a diseased commotion, moral and physical. Art—the

Arts—arose supreme, and, once enthroned, cast chains upon the

intellect which had elevated them to power. Man, because he could

not but acknowledge the majesty of Nature, fell into childish

exultation at his acquired and still-increasing dominion over her

elements. Even while he stalked a God in his own fancy, an

infantine imbecility came over him. As might be supposed from the

origin of his disorder, he grew infected with system, and with

abstraction. He enwrapped himself in generalities. Among other

odd ideas, that of universal equality gained ground; and in the

face of analogy and of God—in despite of the loud warning voice

of the laws of gradation so visibly pervading all things in

Earth and Heaven—wild attempts at an omni-prevalent Democracy

Futuri uguali — Sofocle — Antigone

“Queste cose accadranno nel prossimo futuro.”

“Rinato?”

Monos… Sì, cara e amata Una, “rinata”. Questi…

parole il cui significato mistico avevo cercato per tanto tempo

Rifletté a lungo, rifiutando le spiegazioni del clero, fino a quando…

Lo stesso Morte mi rivelò quel segreto.

Una morte.

Monos_
Che strano… dolce Una, come ripeti le mie parole! Osservo…

Anche tu, un’esitazione nel tuo passo, un’agitata gioia nei tuoi occhi.

Confuso e oppresso dalla maestosa novità…

Vita Eterna. Sì, parlavo della Morte. Ed ecco come.

“Singolarmente suona quella parola che un tempo era capace di suscitare terrore…”

A tutti i cuori, gettando un’umidità, una sorta di “muschio”, su ogni piacere!

Una. Ah, Morte, lo spettro che è presente a tutte le feste. Come.

Spesso, Monos, ci perdevamo in speculazioni al riguardo…

natura! In che modo misterioso agì come un freno per l’uomo.

Felicità… dire “Fino a qui, e non oltre!” Quell’impegno sincero

Un amore reciproco, il mio caro Monos, che ardeva nei nostri cuori, come.

Inutilmente ci siamo lusingati, credendo di essere felici nel suo primo momento…

Un rinnovamento che renderà la nostra felicità ancora più forte

Forza… Ahimè, quanto più cresceva, tanto più aumentava nel nostro cuore la paura di essa.

Quell’orribile momento che stava per separarci per sempre…

Nel tempo, amare divenne qualcosa di doloroso. L’odio, forse, sarebbe stato una forma di miseria.

allora.

Monos. Non parlare mai di queste dolori qui, cara Una… miei dolori.

Per sempre, ora!

_ Una._ Ma la memoria del dolore passato, non è forse essa stessa una gioia presente? Io.

“Ho ancora molto da dire riguardo alle cose che sono accadute… Soprattutto, io…”

Bruciare per conoscere gli eventi del proprio cammino attraverso l’oscurità

La valle e l’Ombra.

Monos… E quando fu che la radiosa Una chiese qualcosa al suo Monos?

“In vano? Racconterò tutto nei dettagli… ma a quale punto?”

Quella strana narrazione inizia.

Uno. A quale punto?

Monos. È quello che hai detto.

“Una. Monos, ti capisco. Nella Morte entrambi abbiamo imparato, ”

“La propensione dell’uomo a definire ciò che è indefinibile… Non dirò di più.”

Comincia dal momento in cui la vita finisce… ma comincia davvero.

“Con quell’istante triste, terribile in cui la febbre ti abbandona…”

Ti sei immerso in una torpore senza respiro e immobile… e io ho premuto.

Giù, attraverso le tue pallide palpebre, con le appassionate dita dell’amore.

Monos.
Una parola prima di tutto, mia Una… riguardo alla natura umana nel suo complesso.

Condizioni di questo periodo… Ricorderete sicuramente che uno o due dei…

“Saggi tra i nostri antenati… saggi davvero, anche se non nel senso…”

L’ammirazione del mondo intero, aveva osato mettere in dubbio la correttezza di quel termine.

“Il miglioramento”, nel senso del progresso della nostra civiltà.

Ci furono periodi in ciascuno di quei cinque o sei secoli

Immediatamente prima della nostra dissoluzione, quando emersero alcune questioni importanti…

Intelligenza che lotta con coraggio per quei principi la cui verità.

Ora appare, alla nostra ragione privata dei diritti, in modo così assoluto…

Ovvi principi che avrebbero dovuto insegnare alla nostra razza ad arrendersi

La guida delle leggi naturali, piuttosto che cercare di contravallerle

Controllo… A intervalli lunghi, alcuni geni apparivano, osservando…

Titolo:
Ogni progresso nella scienza pratica rappresenta in realtà un regresso…

La vera utilità. A volte, l’intelligenza poetica…

Intelligenza che oggi riteniamo essere stata la più elevata

Tutte quelle verità che per noi erano le più durature

L’importanza può essere compresa soltanto attraverso quell’analogia che parla…

Toni di verifica per l’immaginazione solitaria e per la ragione spontanea.

Non ha alcun peso… A volte, questo intelletto poetico procedeva in questo modo.

Un passo avanti nell’evoluzione di quell’idea vaga…

Filosofico. E nel mistico parabolo che ne parla si trova la risposta.

Albero della conoscenza, e il suo frutto proibito, quello che genera la morte, un.

Un chiaro segnale che la conoscenza non fosse adatta all’uomo…

Lo stato infantile della sua ‘anima. E questi uomini, i poeti, che vivono ancora.

Perire nell’indifferenza dei “utilitaristi”… tra quei pedanti rozzi e insensibili.

Chi si è arrogato un titolo che avrebbe potuto essere altro

Applicato esclusivamente a coloro che vengono disprezzati… questi uomini, i poeti.

“Rifletteva con malinconia, ma non senza saggezza, sui tempi antichi…”

I nostri desideri non erano meno intensi dei nostri piaceri… quei giorni.

Quando la gioia era una parola sconosciuta, così solennemente e profondamente…

Felicità… giorni sacri, maestosi e beati, in cui i fiumi scorrevano azzurri…

Senza dighe, tra colline incontaminate, nelle solitudini lontane della foresta…

Primitivo, profumato e inesplorato.

Eppure queste nobili eccezioni alla regola generale del malgoverno non fecero altro che…

Rafforzarlo attraverso l’opposizione… Ahimè, eravamo finiti nel luogo più inadatto per farlo.

Il male di tutti i nostri mali… Quel grande “movimento”… che non era altro che una vuota retorica.

Una follia malata, sia morale che fisica… L’arte…

Le arti, una volta elevate al rango supremo, una volta salite sul trono, gettarono delle catene su.

Intelligenza che li ha elevati al potere. L’uomo, perché ne era capace.

Senza nemmeno riconoscere la maestosità di Natura, si comportò in modo infantile.

Esultanza per il dominio acquisito e in continua espansione su di lei

Elementi… Anche mentre si immaginava di essere un dio nella sua fantasia, un…

Una stupidità infantile lo invase… Come ci si potrebbe aspettare, data la situazione…

Origine del suo disturbo… si infettò con il sistema… e con…

Astrazione. Si avvolse nelle generalità… tra le altre cose.

Titolo: Idee strane… quella dell’uguaglianza universale prese piede; e nel…

Volto dell’analogia e di Dio… nonostante la voce allarmante che risuona forte

Titolo:
Delle leggi della gradazione che permeano visibilmente ogni cosa nell’universo

Terra e Cielo: tentativi disperati di realizzare una Democracia onnipresente.

were made. Yet this evil sprang necessarily from the leading

evil—Knowledge. Man could not both know and succumb. Meantime

huge smoking cities arose, innumerable. Green leaves shrank

before the hot breath of furnaces. The fair face of Nature was

deformed as with the ravages of some loathsome disease. And

methinks, sweet Una, even our slumbering sense of the forced and

of the far-fetched might have arrested us here. But now it

appears that we had worked out our own destruction in the

perversion of our taste, or rather in the blind neglect of its

culture in the schools. For, in truth, it was at this crisis that

taste alone—that faculty which, holding a middle position between

the pure intellect and the moral sense, could never safely have

been disregarded—it was now that taste alone could have led us

gently back to Beauty, to Nature, and to Life. But alas for the

pure contemplative spirit and majestic intuition of Plato! Alas

for the μουσικη which he justly regarded as an all-sufficient

education for the soul! Alas for him and for it!—since both were

most desperately needed when both were most entirely forgotten or

despised. {*1}

Pascal, a philosopher whom we both love, has said, how

truly!—“que tout notre raisonnement se rèduit à céder au

sentiment;” and it is not impossible that the sentiment of the

natural, had time permitted it, would have regained its old

ascendancy over the harsh mathematical reason of the schools. But

this thing was not to be. Prematurely induced by intemperance of

knowledge the old age of the world drew on. This the mass of

mankind saw not, or, living lustily although unhappily, affected

not to see. But, for myself, the Earth’s records had taught me to

look for widest ruin as the price of highest civilization. I had

imbibed a prescience of our Fate from comparison of China the

simple and enduring, with Assyria the architect, with Egypt the

astrologer, with Nubia, more crafty than either, the turbulent

mother of all Arts. In history {*2} of these regions I met with a

ray from the Future. The individual artificialities of the three

latter were local diseases of the Earth, and in their individual

overthrows we had seen local remedies applied; but for the

infected world at large I could anticipate no regeneration save

in death. That man, as a race, should not become extinct, I saw

that he must be “born again.”

And now it was, fairest and dearest, that we wrapped our spirits,

daily, in dreams. Now it was that, in twilight, we discoursed of

the days to come, when the Art-scarred surface of the Earth,

having undergone that purification {*3} which alone could efface

its rectangular obscenities, should clothe itself anew in the

verdure and the mountain-slopes and the smiling waters of

Paradise, and be rendered at length a fit dwelling-place for

man:—for man the Death purged—for man to whose now exalted

intellect there should be poison in knowledge no more—for the

redeemed, regenerated, blissful, and now immortal, but still for

the material, man.

Una. Well do I remember these conversations, dear Monos; but

the epoch of the fiery overthrow was not so near at hand as we

believed, and as the corruption you indicate did surely warrant

us in believing. Men lived; and died individually. You yourself

sickened, and passed into the grave; and thither your constant

Una speedily followed you. And though the century which has since

elapsed, and whose conclusion brings us thus together once more,

tortured our slumbering senses with no impatience of duration,

yet, my Monos, it was a century still.

Monos. Say, rather, a point in the vague infinity.

Unquestionably, it was in the Earth’s dotage that I died. Wearied

at heart with anxieties which had their origin in the general

turmoil and decay, I succumbed to the fierce fever. After some

few days of pain, and many of dreamy delirium replete with

ecstasy, the manifestations of which you mistook for pain, while

I longed but was impotent to undeceive you—after some days there

came upon me, as you have said, a breathless and motionless

torpor; and this was termed Death by those who stood around me.

Words are vague things. My condition did not deprive me of

sentience. It appeared to me not greatly dissimilar to the

extreme quiescence of him, who, having slumbered long and

profoundly, lying motionless and fully prostrate in a midsummer

noon, begins to steal slowly back into consciousness, through the

mere sufficiency of his sleep, and without being awakened by

external disturbances.

I breathed no longer. The pulses were still. The heart had ceased

to beat. Volition had not departed, but was powerless. The senses

were unusually active, although eccentrically so—assuming often

each other’s functions at random. The taste and the smell were

inextricably confounded, and became one sentiment, abnormal and

intense. The rose-water with which your tenderness had moistened

my lips to the last, affected me with sweet fancies of

flowers—fantastic flowers, far more lovely than any of the old

Earth, but whose prototypes we have here blooming around us. The

eyelids, transparent and bloodless, offered no complete

Furono creati… Eppure questo male scaturì inevitabilmente dalle origini stesse di tutto ciò.

Malevolo… Conoscenza. L’uomo non può conoscere e al contempo soccombere. Nel frattempo…

Sorse un numero innumerevole di enormi città fumogenee; le verdi foglie iniziarono a appassire.

Prima del calore ardente delle fornaci. Il bel viso di Natura era.

Deformato come se fosse stato devastato da qualche terribile malattia. E

“Methinks, sweet Una, anche il nostro sonnolento senso di ciò che è forzato…”

Della stravaganza che avrebbe potuto fermarci qui… Ma ora…

Sembra che abbiamo contribuito noi stessi alla nostra distruzione…

Distorsione del nostro gusto, o meglio, nella sua negligenza cieca

La cultura nelle scuole. Infatti, è proprio in questa crisi che.

Il gusto, in quanto facoltà che occupa una posizione intermedia tra.

L’intelligenza pura e il senso morale non avrebbero mai potuto operare in modo sicuro…

È stato trascurato. Era proprio in quel momento che solo il gusto, da solo, avrebbe potuto guidarci.

Con dolcezza, verso la Bellezza, verso la [Natura] e verso la Vita. Ma ahimè.

Lo spirito puramente contemplativo e l’intuizione maestosa di Platone… Ahimè

Per quella musica che considerava davvero sufficiente in ogni senso

educazione per l’‘anima. Ahimè, sia per lui che per essa, poiché entrambi ne avevano bisogno.

Quello di cui c’era più disperata necessità… quando entrambi erano stati completamente dimenticati

Disprezzato. {1}

Pascal, un filosofo che entrambi amiamo molto, ha detto, come.

Davvero! – “Tutto il nostro ragionamento si riduce alla necessità di arrendersi…”

Titolo: “Sentimento”; e non è impossibile che il sentimento espresso in questo testo…

Naturalmente, se ne fosse avuto il tempo, avrebbe ripreso il suo aspetto originale.

Dominio sulla rigida logica matematica delle scuole… Ma

Questa cosa non doveva mai accadere… Indotta prematuramente dall’indisciplina…

La conoscenza su cui si basava l’antichità del mondo… Questo è ciò che la massa umana possedeva allora.

L’umanità non vedeva… o, pur vivendo con passione, viveva infelice.

“Non per vedere… Ma, per quanto mi riguarda, i documenti della Terra mi hanno insegnato…”

Cerca la più vasta distruzione come prezzo della civiltà più elevata… Io l’avevo fatto.

Assorbita una premonizione del nostro Destino attraverso il confronto con la Cina…

Semplice ed eterno, con l’Assiria come architetto, e con l’Egitto come.

Astrologo, con la Nubia: più astuto di entrambi… il turbolento

Madre di tutte le arti. Nella storia di queste regioni ho incontrato.

Raggio dal Futuro: Le particolari caratteristiche dei tre

Questi ultimi erano malattie locali della Terra, e ognuna di esse…

Cambiamenti improvvisi che hanno sovvertito tutto ciò che avevamo visto fino ad allora…

In un mondo così contaminato, non potevo prevedere alcuna possibilità di rigenerazione, se non.

Nella morte. Quell’uomo, come razza, non dovrebbe estinguersi. Lo vidi io stesso.

Deve “rinascere”.

E ora era giunto il momento, mia più bella e cara, di avvolgere i nostri spiriti insieme…

Ogni giorno, nei sogni. Ed è stato proprio in quel momento, al crepuscolo, che ne abbiamo parlato.

I giorni a venire, quando la superficie terrestre segnata dalle tracce dell’arte…

Dopo aver subito quella purificazione {*3} che solo lei poteva cancellare.

“Le sue oscenità rettangolari dovrebbero rivestirsi di nuovo…”

Verdure, pendii montani e acque sorridenti…

Titolo:
Paradiso… e trasformato finalmente in un luogo adatto per viverci.

Uomo: —Per l’uomo, infatti, la Morte ha operato una purificazione. Per quell’uomo il cui stato attuale è ormai elevato.

Nell’intelletto, non dovrebbe più esserci “veleno” nella conoscenza, perché.

Redento, rigenerato, beato… e ora immortale… ma ancora per…

Il materiale, insomma.

Una. Ricordo davvero queste conversazioni, caro Monos, ma.

Il periodo dell’overthrow ardente non era così vicino come pensavamo…

Si credeva… e poiché la corruzione di cui si parla certamente lo meritava.

Nella fede… Gli uomini vissero e morirono, ognuno per sé. E tu stesso…

Si sentì inorridito e giunse nella tomba; ed è lì che rimarrà per sempre.

Un’altra velocemente ti seguì… E sebbene il secolo che è seguito…

Il tempo è trascorso, e la sua conclusione ci riunisce nuovamente qui.

“Tormentando i nostri sensi addormentati, senza alcuna fretta nella durata di quel tormento…”

Tuttavia, miei Monos, mancava ancora un secolo.

Monos. Piuttosto, si tratta di un punto nell’infinito vago.

Senza dubbio, morii nella vecchiaia terrestre… Stanco.

In cuor suo, era pervaso da ansie che avevano origine nella situazione generale…

Caos e decadimento; cedetti alla febbre violenta. Dopo un po’.

Pochi giorni di dolore,] e molti momenti di delirio sognante, pieni di.

Euforia, le manifestazioni delle quali hai scambiato per dolore, mentre in realtà.

Desideravo ardentemente, ma non ero in grado di ingannarti… Dopo alcuni giorni…

Mi colpì, come hai detto tu, con una sensazione di affanno e immobilità…

Torpore. E coloro che erano intorno a me chiamarono questo stato “Morte”.

Parole vaghe… La mia condizione non mi ha privato di…

Sensibilità. Mi sembrava non molto diversa da…

Estrema quiete di colui che, dopo aver dormito a lungo…

Profondamente immobile e disteso completamente in piena estate

Alle mattine, inizia lentamente a tornare in sé, attraverso.

Solo la sufficiente durata del suo sonno, e senza essere svegliato da.

Disturbi esterni.

Non respiro più… I battiti del cuore sono cessati.

Mai sottomettersi alla volontà altrui… Ma i sensi sono incontrollabili.

Erano insolitamente attivi, anche se in modo eccentrico… spesso.

Funzioni reciproche in modo casuale… Il sapore e l’odore…

Inestricabilmente intrecciati, si fusero in un unico sentimento… anormale e complesso.

Intenso. Quell’infuso di rosa e acqua, con il quale la tua tenerezza aveva inumidito tutto.

“Finché le mie labbra non furono silenziose, mi lasciarono immerso in dolci fantasie…”

fiori, fantastici fiori, molto più belli di qualsiasi altro esistente.

“La Terra… ma i suoi prototipi sono proprio quelli che abbiamo intorno a noi.”

Palpebre trasparenti e senza vita… non offrivano alcuna protezione.

impediment to vision. As volition was in abeyance, the balls

could not roll in their sockets but all objects within the range

of the visual hemisphere were seen with more or less

distinctness; the rays which fell upon the external retina, or

into the corner of the eye, producing a more vivid effect than

those which struck the front or interior surface. Yet, in the

former instance, this effect was so far anomalous that I

appreciated it only as sound—sound sweet or discordant as the

matters presenting themselves at my side were light or dark in

shade—curved or angular in outline. The hearing, at the same

time, although excited in degree, was not irregular in

action—estimating real sounds with an extravagance of precision,

not less than of sensibility. Touch had undergone a modification

more peculiar. Its impressions were tardily received, but

pertinaciously retained, and resulted always in the highest

physical pleasure. Thus the pressure of your sweet fingers upon

my eyelids, at first only recognised through vision, at length,

long after their removal, filled my whole being with a sensual

delight immeasurable. I say with a sensual delight. All my

perceptions were purely sensual. The materials furnished the

passive brain by the senses were not in the least degree wrought

into shape by the deceased understanding. Of pain there was some

little; of pleasure there was much; but of moral pain or pleasure

none at all. Thus your wild sobs floated into my ear with all

their mournful cadences, and were appreciated in their every

variation of sad tone; but they were soft musical sounds and no

more; they conveyed to the extinct reason no intimation of the

sorrows which gave them birth; while the large and constant tears

which fell upon my face, telling the bystanders of a heart which

broke, thrilled every fibre of my frame with ecstasy alone. And

this was in truth the Death of which these bystanders spoke

reverently, in low whispers—you, sweet Una, gaspingly, with loud

cries.

They attired me for the coffin—three or four dark figures which

flitted busily to and fro. As these crossed the direct line of my

vision they affected me as forms; but upon passing to my side

their images impressed me with the idea of shrieks, groans, and

other dismal expressions of terror, of horror, or of wo. You

alone, habited in a white robe, passed in all directions

musically about me.

The day waned; and, as its light faded away, I became possessed

by a vague uneasiness—an anxiety such as the sleeper feels when

sad real sounds fall continuously within his ear—low distant

bell-tones, solemn, at long but equal intervals, and mingling

with melancholy dreams. Night arrived; and with its shadows a

heavy discomfort. It oppressed my limbs with the oppression of

some dull weight, and was palpable. There was also a moaning

sound, not unlike the distant reverberation of surf, but more

continuous, which, beginning with the first twilight, had grown

in strength with the darkness. Suddenly lights were brought into

the room, and this reverberation became forthwith interrupted

into frequent unequal bursts of the same sound, but less dreary

and less distinct. The ponderous oppression was in a great

measure relieved; and, issuing from the flame of each lamp, (for

there were many,) there flowed unbrokenly into my ears a strain

of melodious monotone. And when now, dear Una, approaching the

bed upon which I lay outstretched, you sat gently by my side,

breathing odor from your sweet lips, and pressing them upon my

brow, there arose tremulously within my bosom, and mingling with

the merely physical sensations which circumstances had called

forth, a something akin to sentiment itself—a feeling that, half

appreciating, half responded to your earnest love and sorrow; but

this feeling took no root in the pulseless heart, and seemed

indeed rather a shadow than a reality, and faded quickly away,

first into extreme quiescence, and then into a purely sensual

pleasure as before.

And now, from the wreck and the chaos of the usual senses, there

appeared to have arisen within me a sixth, all perfect. In its

exercise I found a wild delight—yet a delight still physical,

inasmuch as the understanding had in it no part. Motion in the

animal frame had fully ceased. No muscle quivered; no nerve

thrilled; no artery throbbed. But there seemed to have sprung up

in the brain, that of which no words could convey to the merely

human intelligence even an indistinct conception. Let me term it

a mental pendulous pulsation. It was the moral embodiment of

man’s abstract idea of Time. By the absolute equalization of this

movement—or of such as this—had the cycles of the firmamental

orbs themselves, been adjusted. By its aid I measured the

irregularities of the clock upon the mantel, and of the watches

of the attendants. Their tickings came sonorously to my ears. The

slightest deviations from the true proportion—and these

deviations were omni-prevalent—affected me just as violations of

abstract truth were wont, on earth, to affect the moral sense.

Although no two of the time-pieces in the chamber struck the

individual seconds accurately together, yet I had no difficulty

in holding steadily in mind the tones, and the respective

“Impedimento alla vista: mentre la volontà era sospesa, le palline…”

Non potevano ruotare nelle loro orbite, ma tutti gli oggetti entro quel raggio…

Nella metà visiva del cervello vennero osservati aspetti più o meno…

Distinzione: i raggi che colpivano la retina esterna…

Con la coda dell’occhio, ottenendo un effetto più vivido di…

Quelli che colpivano la superficie anteriore o interna…

In un precedente caso, questo effetto risultò così anomalo da…

Lo apprezzai soltanto come suono: un suono dolce o disarmonioso, a seconda dei casi.

Titolo:
Le situazioni che si presentavano al mio fianco erano sia positive che negative…

Ombra: con contorni curvi o angolosi… E la percezione uditiva, allo stesso tempo…

Il tempo, sebbene fosse piuttosto agitato, non presentava alcuna irregolarità.

Azione: stimare i suoni reali con un’eccessiva precisione

Non meno di sensibilità… Il sentimento umano aveva subito una modifica.

Più peculiare… Le sue impressioni furono recepite in modo lento e graduale, ma…

Tenuto con ostinazione, e sempre portato ai risultati migliori.

Piacere fisico… Così, la pressione delle tue dolci dita su…

“Le mie palpebre, inizialmente riconosciute soltanto attraverso la vista, alla fine…”

“Molto tempo dopo essere stati rimossi, quelle immagini riempirono interamente la mia esistenza con una sensazione intensa…”

Delizia immensa… Lo dico con un vero piacere sensuale… Tutta la mia…

Le percezioni erano puramente sensoriali; i materiali forniti…

Cervello passivo: i sensi non agivano affatto

Molto era stato organizzato grazie alla comprensione del defunto. Quanto al dolore, ce n’era stata una certa dose.

Poco; in termini di piacere c’era molto; ma in termini di sofferenza o gioia morale.

Nessun suono… Così i tuoi singhiozzi disperati raggiunsero le mie orecchie.

“I loro toni malinconici venivano apprezzati in ogni loro manifestazione…”

Variazioni di un tono triste… ma erano suoni dolci e melodiosi, nient’altro.

Di più… non trasmetterono mai alla ragione ormai estinta alcun segnale, alcuna indicazione…

Dolori che li avevano generati; mentre quelle lacrime grandi e continue.

Che mi colpì in faccia, rivelando agli spettatori di quale cuore si trattasse…

Sconvolto, ogni fibra del mio corpo tremava di estasi, solo. E.

Questa fu davvero la Morte di cui parlavano questi spettatori.

Con reverenza, sussurrando a bassa voce… tu, dolce Una, ansimante, ad alta voce…

piange.

Mi vestirono per la bara… tre o quattro figure scure che…

“Si muoveva avanti e indietro con grande frenesia. Mentre queste cose attraversavano la linea diretta del mio…”

Visioni che mi apparvero sotto forma di immagini; ma quando si avvicinarono a me…

Le loro immagini mi hanno suscitato l’immagine di urla, gemiti e…

Altre espressioni desolate di terrore, orrore o dolore.

Solo, avvolto in un abito bianco, passava in tutte le direzioni.

Musicalmente parlando, riguarda me.

Il giorno declinava; e man mano che la sua luce svaniva, io… venivo posseduto.

A causa di un vago senso di disagio, di un’ansia simile a quella che prova il dormiente quando.

“Tristi suoni reali continuano a risuonare nella sua testa… bassi e lontani.”

Titolo:
Suoni profondi e solenni, emessi a intervalli lunghi ma regolari, che si fondono tra loro…

Con sogni pieni di malinconia. Arrivò la notte; e con le sue ombre.

Un forte disagio… Mi opprimeva le membra con una pressione insopportabile.

Un peso opprimente, tangibile… E anche dei lamenti.

Un suono simile al lontano echeggiare delle onde… ma più intenso

Continuo… che, a partire dal primo crepuscolo, aveva iniziato a crescere.

In fortizza con l’oscurità… All’improvviso, le luci furono accese.

La stanza… e quel riverbero fu immediatamente interrotto

In frequent e disomogenei sprazzi dello stesso suono, ma meno monotoni…

Sempre più indistinto… Quel opprimente peso era sempre più insopportabile…

Un po’ di sollievo si percepì; e, dalla fiamma di ogni lampada, usciva…

Un flusso ininterrotto…

Titolo:
Di un monotono melodioso… E ora, cara Una, mentre ci avviciniamo…

Accanto al letto su cui giaccio disteso…

Il profumo dei tuoi dolci labbra… e il loro contatto con i miei

Un tremito improvviso si diffuse nel mio petto, mescolandosi con…

Sensazioni puramente fisiche suscitate dalle circostanze

In avanti, qualcosa di simile al sentimento stesso: una sensazione che…

Apprezzando, lei rispose in parte al tuo sincero amore e alla tua tristezza; ma.

Questo sentimento non trovò radici nel cuore privo di vita… e sembrava…

In realtà, più che una realtà, era piuttosto un’ombra, e svanì rapidamente.

Prima in un’estrema quiete, e poi in uno stato puramente sensuale

Il piacere di prima.

E ora, dal caos e dalle distorsioni dei sensi ordinari, emerge…

Sembrava che dentro di me fosse nata una sesta parte, perfetta in ogni suo aspetto…

Un piacere selvaggio e fisico…

Finché la comprensione non vi aveva alcun ruolo… Movimento nel…

Il movimento dell’animale si era completamente fermato. Nessun muscolo si contraeva; nessun nervo reagiva.

Titolo:
Emozionato… ma nessun battito accelerato nel cuore. Sembrava però che qualcosa fosse improvvisamente emerso…

Nella mente, qualcosa di cui nessuna parola potrebbe mai descrivere appieno…

Una vaga concezione dell’intelligenza umana…

Un battito mentale incostante… L’incarnazione morale di…

L’idea astratta che l’uomo ha del Tempo. Attraverso l’equivalenza assoluta di questo concetto.

Titolo:
Un movimento del genere – simile a questo – seguiva i cicli del firmamento…

“Orbi si sono adattati; con il suo aiuto ho effettuato le misurazioni.”

Irregolarità nell’funzionamento dell’orologio sul caminetto, e anche degli orologi stessi.

“Dei camerieri… I loro ticchettii risuonavano distintamente alle mie orecchie.”

“Minime deviazioni dalla vera proporzione… e queste.”

Deviazioni erano onnipresenti: mi colpivano esattamente come le violazioni di…

Le astratte .verità non erano in grado, sulla terra, di influenzare il senso morale.

Sebbene nessuno dei due orologi presenti nella stanza battesse contemporaneamente.

“Secondi individuali che si sincronizzano con precisione… Eppure non ho incontrato alcuna difficoltà.”

Tenendo sempre a mente i toni e le caratteristiche relative…

momentary errors of each. And this—this keen, perfect,

self-existing sentiment of duration—this sentiment existing (as

man could not possibly have conceived it to exist) independently

of any succession of events—this idea—this sixth sense,

upspringing from the ashes of the rest, was the first obvious and

certain step of the intemporal soul upon the threshold of the

temporal Eternity.

It was midnight; and you still sat by my side. All others had

departed from the chamber of Death. They had deposited me in the

coffin. The lamps burned flickeringly; for this I knew by the

tremulousness of the monotonous strains. But, suddenly these

strains diminished in distinctness and in volume. Finally they

ceased. The perfume in my nostrils died away. Forms affected my

vision no longer. The oppression of the Darkness uplifted itself

from my bosom. A dull shock like that of electricity pervaded my

frame, and was followed by total loss of the idea of contact. All

of what man has termed sense was merged in the sole consciousness

of entity, and in the one abiding sentiment of duration. The

mortal body had been at length stricken with the hand of the

deadly Decay.

Yet had not all of sentience departed; for the consciousness and

the sentiment remaining supplied some of its functions by a

lethargic intuition. I appreciated the direful change now in

operation upon the flesh, and, as the dreamer is sometimes aware

of the bodily presence of one who leans over him, so, sweet Una,

I still dully felt that you sat by my side. So, too, when the

noon of the second day came, I was not unconscious of those

movements which displaced you from my side, which confined me

within the coffin, which deposited me within the hearse, which

bore me to the grave, which lowered me within it, which heaped

heavily the mould upon me, and which thus left me, in blackness

and corruption, to my sad and solemn slumbers with the worm.

And here, in the prison-house which has few secrets to disclose,

there rolled away days and weeks and months; and the soul watched

narrowly each second as it flew, and, without effort, took record

of its flight—without effort and without object.

A year passed. The consciousness of being had grown hourly more

indistinct, and that of mere locality had, in great measure,

usurped its position. The idea of entity was becoming merged in

that of place. The narrow space immediately surrounding what had

been the body, was now growing to be the body itself. At length,

as often happens to the sleeper (by sleep and its world alone is

Death imaged)—at length, as sometimes happened on Earth to the

deep slumberer, when some flitting light half startled him into

awaking, yet left him half enveloped in dreams—so to me, in the

strict embrace of the Shadow came that light which alone might

have had power to startle—the light of enduring Love. Men toiled

at the grave in which I lay darkling. They upthrew the damp

earth. Upon my mouldering bones there descended the coffin of

Una.

And now again all was void. That nebulous light had been

extinguished. That feeble thrill had vibrated itself into

quiescence. Many lustra had supervened. Dust had returned to

dust. The worm had food no more. The sense of being had at length

utterly departed, and there reigned in its stead—instead of all

things—dominant and perpetual—the autocrats Place and Time. For

that which was not—for that which had no form—for that which had

no thought—for that which had no sentience—for that which was

soulless, yet of which matter formed no portion—for all this

nothingness, yet for all this immortality, the grave was still a

home, and the corrosive hours, co-mates.

Errori momentanei di ciascuno… E questo… questo acuto, perfetto…

Questo sentimento di durata che esiste già in sé stesso, questo sentimento che è presente (come, )

Qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare esistesse davvero

Il sesto senso: questa intuizione, questa capacità di prevedere la successione degli eventi

Dai resti della distruzione è nato il primo, evidente…

Un certo passo dell’eterna ‘anima sul ciglio del.

un’eternità temporale.

Era mezzanotte; e tu eri ancora seduta al mio fianco. Tutti gli altri se n’erano andati…

Uscirono dalla camera di Morte. Mi avevano lasciato lì.

Coffina. Le lampade bruciavano tremolando; di questo ne ero certo.

Tremore nelle melodie monotone… Ma, all’improvviso, queste…

“Il suono si affievoliva, perdendo sia la chiarezza che l’intensità. Alla fine…”

Scomparso. Il profumo nelle mie narici svanì… Le forme intorno a me continuarono ad esistere, ma per me non avevano più significato.

“Visione perduta… L’oppressione dell’Oscurità si è sollevata da sola.”

Dal mio petto… Un dolore intenso, simile a quello provocato dall’elettricità, si diffuse in tutto il mio corpo.

Il quadro… e poi la totale perdita dell’idea stessa di contatto.

Il cosiddetto “senso umano” si fonde nella singola coscienza.

Dell’entità e del sentimento duraturo che la caratterizza.

Il mortale -corpo era finalmente stato colpito dalla mano del.

Un mortale deperimento.

Ancora non tutta la coscienza era svanita; poiché la consapevolezza…

Il sentimento residuo svolgeva ancora alcune delle sue funzioni…

Intuizione letargica… Apprezzavo quel cambiamento terribile che ora si era verificato.

Operazione sulla carne… e, come talvolta il sognatore si rende conto

“Della presenza fisica di colui che si china su di lui… Oh, dolce Una…”

Ancora sentivo, in modo vago, che eri seduto al mio fianco… Così come quando…

Arrivò il mezzogiorno del secondo giorno; non ero ignaro di tutto ciò.

Movimenti che ti allontanavano da me, che mi confinavano…

“All’interno della bara… che poi mi mise dentro il carro funebre…”

Mi annoiava a morte; quel comportamento mi fece sprofondare nel dolore, e tutto ciò che accadde dopo fu solo sofferenza.

Il peso della tradizione mi opprime, lasciandomi avvolto nell’oscurità

E la corruzione, nei miei tristi e solenni sonni, insieme al verme.

E qui, in questa prigione-casa che ha pochi segreti da rivelare.

Passarono giorni, settimane e mesi; e l’‘anima osservava tutto ciò che accadeva.

Con ogni secondo che volava, si avvicinava sempre di più al traguardo… e lo raggiungeva senza alcuno sforzo.

Del suo volo, senza sforzo e senza scopo.

Un anno è trascorso. La consapevolezza di esistere è cresciuta, ora dopo ora…

Il titolo è poco chiaro; inoltre, il riferimento esclusivamente alla località ha avuto, in gran parte, un’importanza limitata.

Ha usurpato la sua posizione… L’idea stessa di entità iniziava a fondersi con essa.

Lo spazio ristretto che circonda immediatamente ciò che era…

Che un tempo era stato il -corpo, ora stava diventando il -corpo stesso. Alla fine.

Come spesso accade a colui che dorme (attraverso il )sogno e nel suo mondo solitario).

Morte si era immaginata così. Alla fine, come a volte accadeva sulla Terra.

“Profondo dormiente… quando una luce improvvisa lo svegliò per un attimo.”

Svegliandosi, si ritrovò ancora parzialmente avvolto nei sogni, almeno per me.

Un rigido abbraccio dell’Ombra portò con sé quella luce che soltanto unicamente poteva esistere.

Aveva il potere di sorprendere, la luce di un Amore duraturo. Gli uomini lavoravano sodo.

Nella tomba dove giaccio al buio. Hanno rovesciato quella umidità.

Terra… Sulle mie ossa in decomposizione discese la bara…

Uno.

E ora ancora, tutto era vuoto… Quella luce nebulosa era scomparsa.

Spento… Quel debole brivido si era ormai spento del tutto.

Quiescenza. Molti anni erano trascorsi. La polvere era tornata a coprire tutto.

polvere. Il verme non aveva più cibo. Alla fine, anche il senso di esistere era scomparso.

Del tutto scomparso, e al suo posto regnava… invece di tutto il resto.

Cose dominanti e permanenti: gli autocrati stabiliscono il Luogo e il Tempo. Perché.

Quello che non era… – Per ciò che non aveva forma… – Per ciò che non esisteva ancora.

Nessun pensiero… per ciò che non possedeva sensibilità… per ciò che era semplicemente inesistente.

Senza anima, eppure parte di nulla… per tutto ciò.

Niente. Eppure, nonostante tutta questa immortalità, la tomba rimaneva comunque una tomba.

Casa, e quelle ore corrosive, compagni miei.